Verona, doppio arresto per minacce e aggressioni agli agenti
10/06/2026
Due persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Verona in due distinti interventi effettuati nell’ambito dei servizi di controllo del territorio. Il primo episodio è avvenuto in via Cantarane, dove un uomo di 39 anni, originario del Ghana, è stato bloccato dopo aver minacciato un’altra persona con un cacciavite e opposto resistenza agli agenti. Il secondo intervento è scattato in via Zorzi, durante una lite familiare, dove una donna di 35 anni ha aggredito i poliziotti, mordendo una agente.
Lite in via Cantarane, uomo fermato con un cacciavite
Il primo intervento è avvenuto intorno alle 19.55, dopo numerose segnalazioni arrivate alla Centrale Operativa della Questura per una violenta lite tra due uomini in via Cantarane. Le Volanti sono arrivate rapidamente sul posto e hanno individuato uno dei soggetti coinvolti in evidente stato di agitazione, mentre brandiva un cacciavite con cui minacciava l’altra persona.
Gli agenti hanno tentato più volte di riportare la situazione alla calma, ma il trentanovenne avrebbe continuato a mantenere un atteggiamento aggressivo e ostile, rivolgendo minacce alla vittima e frasi offensive nei confronti dei poliziotti intervenuti. Durante le operazioni di identificazione, secondo quanto ricostruito dalla Questura, l’uomo avrebbe opposto una violenta resistenza, spingendo e colpendo gli operatori nel tentativo di sottrarsi al controllo.
Dagli accertamenti è emerso inoltre che, poco prima, lo stesso uomo avrebbe aggredito il titolare di un esercizio pubblico, minacciandolo sempre con il cacciavite, poi sequestrato dalla Polizia. Al termine delle formalità, il cittadino straniero, irregolare sul territorio nazionale e già gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, la persona, la Pubblica Amministrazione, in materia di stupefacenti e immigrazione clandestina, è stato arrestato per minaccia aggravata, porto di armi od oggetti atti a offendere, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
Lite familiare in via Zorzi, poliziotta morsa durante l’intervento
Nella stessa notte, le Volanti sono intervenute in via Zorzi per una segnalazione relativa a una lite familiare. Una volta arrivati nell’abitazione, gli agenti hanno trovato una donna di 35 anni in evidente stato di alterazione psicofisica, che avrebbe assunto fin da subito un comportamento aggressivo.
I poliziotti hanno cercato di ricostruire quanto accaduto e riportare la situazione alla normalità, ma la donna avrebbe iniziato a insultarli e minacciarli. Nel corso dell’intervento, secondo la ricostruzione della Polizia, avrebbe poi aggredito fisicamente gli operatori, colpendoli e mordendo una poliziotta.
Alla agente sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Anche dopo l’arrivo di un’ulteriore volante in supporto, la trentacinquenne avrebbe continuato a opporre resistenza. Una volta accompagnata in Questura e completati gli accertamenti, è stata arrestata per lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza e oltraggio.
Arresti convalidati e misura per il trentanovenne
Entrambi gli arrestati sono stati trattenuti negli uffici di Lungadige Galtarossa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo fissato per la mattinata successiva. Il giudice ha convalidato gli arresti e, nei confronti dell’uomo fermato in via Cantarane, ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte a settimana.
I due interventi confermano l’attività di presidio del territorio svolta dalle Volanti, chiamate a intervenire sia in situazioni di violenza in strada sia in contesti domestici potenzialmente pericolosi. In entrambi i casi, gli agenti hanno dovuto fronteggiare condotte aggressive e resistenza durante le operazioni di controllo e messa in sicurezza.
Il procedimento si trova nella fase iniziale e, come precisato dalla Polizia di Stato, per il principio della presunzione di innocenza la responsabilità penale delle persone arrestate sarà accertata solo all’esito del giudizio, in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to