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Hantavirus, medico sudafricano lascia Padova dopo la quarantena

09/06/2026

Hantavirus, medico sudafricano lascia Padova dopo la quarantena

È risultato negativo ai test molecolare e sierologico ed è rimasto sempre asintomatico il medico sudafricano assistito in quarantena nel Padovano dopo un possibile contatto con Hantavirus. L’uomo, passeggero di un volo KLM sul quale era stata presente per un breve periodo anche una passeggera di una nave da crociera interessata da un focolaio epidemico e poi deceduta, ha concluso il periodo di isolamento ed è ripartito verso casa.

Il caso gestito dall’Ulss 6 di Padova

La conclusione della vicenda è stata comunicata dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha ringraziato l’intera Ulss 6 e in particolare il Dipartimento di Prevenzione per la gestione del caso. Secondo quanto riferito dalla Regione, il medico è stato sottoposto alle verifiche sanitarie previste dai protocolli nazionali e regionali, senza mai manifestare sintomi riconducibili all’infezione.

Il caso era stato seguito con misure precauzionali dopo l’individuazione del possibile contatto. L’uomo si trovava infatti su un volo KLM dove, per un breve intervallo, era stata presente anche una passeggera proveniente da una nave da crociera coinvolta in un focolaio epidemico e successivamente deceduta per Hantavirus.

La scelta della quarantena ha risposto alla necessità di tutelare la salute pubblica e di monitorare l’evoluzione del quadro clinico. Gli esami effettuati hanno escluso la positività e hanno consentito la chiusura della sorveglianza sanitaria.

Stefani: “Professionalità e umanità nella gestione”

Il presidente Stefani ha sottolineato il lavoro svolto dalla struttura sanitaria padovana, evidenziando la professionalità del personale coinvolto. La gestione del caso ha richiesto attenzione non solo sul piano sanitario, ma anche su quello umano, poiché il paziente si è trovato a dover rispettare un lungo periodo di restrizione, solo e lontano dal proprio Paese.

Stefani ha richiamato anche il comportamento della struttura ricettiva che ha ospitato il medico durante la quarantena, segnalando la professionalità e l’umanità dimostrate in una situazione delicata. L’assistenza, secondo la Regione, ha permesso di coniugare il rispetto dei protocolli con la cura delle condizioni personali del paziente.

Gerosa: “Protocolli fondamentali per la salute pubblica”

L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha ribadito l’importanza di attivare tutte le procedure precauzionali previste in casi di possibile esposizione a patogeni. In questo episodio, ha osservato, i protocolli nazionali e regionali sono stati applicati con efficienza, garantendo un controllo puntuale della situazione.

Gerosa ha espresso l’auspicio che il medico possa conservare un buon ricordo dell’assistenza ricevuta a Padova, nonostante le difficoltà legate alla quarantena. La vicenda si chiude quindi senza conseguenze sanitarie per il paziente e con il rientro verso il Paese d’origine.

Per la Regione Veneto, il caso conferma il ruolo decisivo della prevenzione e della rapidità organizzativa nella gestione di situazioni potenzialmente sensibili. Monitoraggio, test diagnostici, isolamento precauzionale e assistenza alla persona hanno permesso di affrontare l’episodio in modo coordinato, evitando allarmi e garantendo la tutela della collettività.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to