Verona, housing sociale e sala alle 21 Madri Costituenti
05/08/2026
La Giunta comunale di Verona ha approvato due provvedimenti che intervengono su accoglienza abitativa e memoria istituzionale. Una porzione di Palazzo Guarienti, già Casa Sant’Angela, potrà ospitare un progetto temporaneo di social housing e co-housing promosso dalla Diocesi, mentre la Sala degli Affreschi di Palazzo Bocca–Trezza sarà intitolata alle 21 Madri Costituenti, le donne elette nel 1946 all’Assemblea incaricata di scrivere la Costituzione repubblicana.
Palazzo Guarienti destinato all’accoglienza abitativa
Il primo atto riguarda il cambio d’uso temporaneo di una parte del complesso di Palazzo Guarienti, affacciato su via Sant’Angela Merici, vicolo Vento e vicolo Torcoletto. La richiesta è stata presentata dalla Diocesi di Verona con l’obiettivo di ricavare spazi abitativi destinati a persone che attraversano condizioni di fragilità e hanno bisogno di una sistemazione stabile.
Nel compendio saranno realizzati modesti interventi interni, già autorizzati dalla Soprintendenza poiché una parte dell’immobile è sottoposta a vincolo monumentale. Gli ambienti potranno essere utilizzati per iniziative di co-housing sociale rivolte a differenti categorie di beneficiari, con forme di convivenza e accompagnamento calibrate sulle esigenze degli ospiti.
La convenzione avrà una durata iniziale di tre anni. Il periodo potrà essere prorogato in seguito alla presentazione di una richiesta motivata, da inoltrare almeno sessanta giorni prima della scadenza, e a una nuova deliberazione della Giunta comunale.
La vicesindaca con delega all’Edilizia privata, Barbara Bissoli, ha definito l’intervento una risposta concreta, seppure limitata rispetto alle dimensioni dell’emergenza abitativa. Il progetto, ha spiegato, permetterà di offrire un luogo protetto a persone prive di una casa, creando le condizioni per ricostruire un percorso personale all’interno della città.
L’assessora alle Politiche sociali e al Terzo settore, Luisa Ceni, ha richiamato il legame tra stabilità abitativa e inclusione. Disporre di una casa, secondo l’amministrazione, rappresenta il punto di partenza per favorire l’autonomia delle persone vulnerabili e rafforzare la coesione della comunità attraverso la collaborazione tra istituzioni, Curia ed enti attivi sul territorio.
La Sala degli Affreschi dedicata alle donne della Costituente
La seconda decisione riguarda l’intitolazione della Sala degli Affreschi, situata al primo piano di Palazzo Bocca–Trezza, alle 21 Madri Costituenti. La proposta è stata presentata dall’assessore ai Servizi demografici e alla Toponomastica Federico Benini, con la vicesindaca Barbara Bissoli come correlatrice.
La delibera dà attuazione alle mozioni approvate dal Consiglio comunale, compresa la numero 570 del 2026, che chiedeva di dedicare un luogo pubblico alle donne elette il 2 giugno 1946. Il procedimento dovrà ora ottenere l’autorizzazione del prefetto prima di arrivare al completamento formale.
Le Madri Costituenti erano 21 su un totale di 556 componenti dell’Assemblea. Provenivano da esperienze politiche e sociali differenti, ma parteciparono insieme alla costruzione della nuova Repubblica e alla definizione dei principi costituzionali riguardanti la parità tra donne e uomini, l’uguaglianza tra i coniugi, la tutela dei figli, la maternità e il diritto delle lavoratrici a una retribuzione equa.
Tra loro figuravano Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin, Maria Federici, Teresa Noce, Angela Guidi Cingolani e le altre protagoniste della prima stagione democratica italiana. Cinque entrarono nella Commissione dei 75, incaricata di elaborare il progetto della Costituzione.
Un’intitolazione nell’ottantesimo anniversario del voto alle donne
Per l’assessore Benini, la Sala degli Affreschi rappresenta uno spazio coerente con il valore simbolico dell’intitolazione, poiché Palazzo Bocca–Trezza è destinato a diventare un luogo di rappresentanza pubblica e un punto di riferimento per la comunità di Veronetta.
La scelta arriva nell’anno dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne e della nascita della Repubblica. Secondo Bissoli, dedicare la sala alle Costituenti significa riconoscere il contributo di ventuno donne che entrarono per la prima volta nei processi decisionali nazionali e parteciparono alla costruzione di una società democratica, antifascista e fondata sui diritti.
I due provvedimenti collegano così il recupero del patrimonio storico cittadino a nuove funzioni pubbliche e sociali: Palazzo Guarienti diventerà uno spazio di accoglienza, mentre Palazzo Bocca–Trezza conserverà la memoria delle donne che contribuirono alla nascita dell’ordinamento repubblicano.
Articolo Precedente
Veneto, Ddl 16 amplia Finest ai mercati di tutto il mondo
Articolo Successivo
Trapianti, Veneto primo in Italia: 49,3 donatori per milione
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to