Veneto, Ddl 16 amplia Finest ai mercati di tutto il mondo
04/08/2026
Finest S.p.A. potrà sostenere gli investimenti internazionali delle imprese venete anche al di fuori dell’Europa centro-orientale, dei Balcani e dell’area mediterranea. È quanto prevede il disegno di legge regionale numero 16, approvato dalla Giunta del Veneto nella seduta del 28 luglio e ora destinato all’esame del Consiglio regionale. Il provvedimento modifica l’articolo 1 della legge regionale 38 del 30 dicembre 1991, aggiornando l’ambito territoriale di intervento della finanziaria partecipata dalla Regione.
Finanziamenti e partecipazioni anche nei nuovi mercati emergenti
Finest è la società finanziaria incaricata di accompagnare i progetti di internazionalizzazione realizzati prevalentemente da imprese del Veneto e del Nord Est. L’attività si è concentrata finora nei Paesi dell’Europa centro-orientale, nei Balcani e nel Mediterraneo, comprendendo il Nord Africa, la Francia e la Spagna.
Con la modifica proposta dalla Giunta, la società potrà estendere la propria operatività anche agli altri mercati mondiali. Le imprese beneficiarie potranno ricevere supporto attraverso strumenti di partecipazione al capitale, riconducibili al private equity, oppure mediante forme di finanziamento degli investimenti esteri basate sul private debt.
L’ampliamento consentirebbe alle piccole e medie imprese venete di valutare programmi produttivi, commerciali e societari in Paesi caratterizzati da economie in espansione. La misura punta ad adeguare gli strumenti regionali ai mutamenti degli equilibri geopolitici, delle catene di fornitura e delle opportunità di crescita disponibili sui mercati internazionali.
Nessun nuovo onere per il bilancio della Regione
Gli assessori regionali Filippo Giacinti, titolare delle deleghe al Bilancio, Patrimonio, Affari legali, Personale, Attuazione del programma e Agenda digitale, e Massimo Bitonci, responsabile di Sviluppo economico, Ricerca, Innovazione e Attrazione degli investimenti, hanno evidenziato che la modifica normativa non produrrà costi presenti o futuri per il bilancio regionale.
L’attuazione sarà affidata a Veneto Sviluppo S.p.A., finanziaria regionale che detiene una partecipazione del 20,44% in Finest. Le risorse necessarie saranno reperite attraverso disponibilità proprie della società, comprese quelle derivanti dal reimpiego delle riserve distribuite da Finest.
La scelta permette di ampliare il raggio d’azione della finanziaria senza richiedere nuovi stanziamenti alla Regione. Il modello utilizzerà quindi risorse già disponibili per sostenere le aziende interessate a consolidare la propria presenza all’estero, avviare nuovi insediamenti o partecipare a iniziative imprenditoriali con partner internazionali.
Il provvedimento passa ora al Consiglio regionale
Secondo Giacinti e Bitonci, l’evoluzione dello scenario economico mondiale richiede strumenti capaci di accompagnare le imprese anche nei Paesi emergenti con elevati ritmi di sviluppo. L’attuale perimetro geografico di Finest, definito da una normativa risalente al 1991, viene considerato troppo limitato rispetto alle esigenze delle aziende che oggi operano lungo filiere globali.
Il disegno di legge dovrà ora affrontare il dibattito nelle commissioni competenti e nell’aula del Consiglio regionale. L’approvazione definitiva renderà operativa la modifica della legge di partecipazione a Finest e consentirà alla società di sostenere programmi di investimento in una gamma più ampia di destinazioni.
Il provvedimento si inserisce nelle politiche regionali dedicate all’internazionalizzazione del sistema produttivo, con particolare attenzione alle PMI che necessitano di capitale, finanziamenti e competenze specialistiche per affrontare mercati lontani e operazioni societarie complesse.
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