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Veneto, oltre 50mila firme per la difesa civile non armata

17/09/2026

Veneto, oltre 50mila firme per la difesa civile non armata

Ha superato la soglia delle 50mila sottoscrizioni la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il risultato permette ai promotori della campagna “Un’altra difesa è possibile” di procedere verso la presentazione del testo in Parlamento. La raccolta delle firme resta aperta fino al 18 settembre 2026.

La proposta depositata in Cassazione il 16 marzo

Il testo è stato depositato alla Corte di Cassazione il 16 marzo 2026 ed è promosso dalla Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci!. L’avvio formale dell’iniziativa è stato pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo.

La proposta prevede la creazione di un Dipartimento con funzioni di indirizzo, coordinamento e attuazione delle politiche in materia di difesa civile non armata. Nel progetto rientrano i Corpi civili di pace, attività di ricerca sui temi della pace e del disarmo e forme di coordinamento con Protezione civile, Vigili del fuoco e strutture del Servizio civile universale.

Il testo istituisce inoltre un Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta. Tra le modalità di finanziamento previste figura la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 6 per mille dell’IRPEF alle attività indicate dalla proposta, secondo le modalità che dovrebbero essere definite dalla normativa in caso di approvazione parlamentare.

Comuni veneti sostengono la campagna

Il superamento delle 50mila firme è stato accolto favorevolmente da una rete di amministratori locali veneti che aveva già espresso sostegno alla campagna nei mesi precedenti. Tra i territori indicati figurano Padova, Abano Terme, Monselice, Ponte San Nicolò, Selvazzano Dentro, Camponogara, Mira, Verona e Vicenza.

Nel Vicentino risultano coinvolti anche amministratori di Caltrano, Carrè, Chiuppano, Longare, Marano Vicentino, Monticello Conte Otto, Santorso, Thiene, Piovene Rocchette, Valli del Pasubio e Zugliano. Secondo il documento sottoscritto dagli amministratori, il sostegno locale è legato soprattutto ai temi della prevenzione dei conflitti, della Protezione civile, del Servizio civile, della gestione delle emergenze e delle politiche di coesione sociale.

Le posizioni espresse dai firmatari costituiscono il sostegno politico e istituzionale di queste amministrazioni e dei loro rappresentanti alla proposta; il testo dovrà ora seguire il normale percorso previsto per le leggi di iniziativa popolare e sarà il Parlamento a esaminarne contenuti ed eventuali modifiche.

La raccolta prosegue fino al 18 settembre

I promotori hanno annunciato che, raggiunto il numero minimo di firme, la fase successiva sarà la consegna formale delle sottoscrizioni per l’avvio dell’iter parlamentare. Nel frattempo è ancora possibile aderire alla raccolta fino al 18 settembre.

La proposta arriva a oltre dieci anni da una precedente iniziativa sullo stesso tema: già nel 2015 furono infatti consegnate alla Camera più di 53mila firme per un testo dedicato alla difesa civile non armata. La versione del 2026 aggiorna quel progetto e ne ridefinisce struttura organizzativa e sistema di finanziamento.

Con il superamento della soglia richiesta, il confronto si sposta quindi dalla raccolta delle sottoscrizioni alla sede parlamentare, dove il contenuto della proposta potrà essere esaminato secondo le procedure previste dall’ordinamento.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.