Trapianti, Veneto primo in Italia: 49,3 donatori per milione
05/08/2026
Il Veneto guida la classifica nazionale delle donazioni di organi con 49,3 donatori per milione di abitanti. Il risultato emerge dal Report analitico 2025 pubblicato dal Centro nazionale trapianti, che descrive un anno record per la rete italiana e colloca il sistema regionale al primo posto nel Paese. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, attribuisce il primato alla solidarietà delle famiglie, all’attività delle associazioni e al lavoro delle équipe sanitarie impegnate nei percorsi di donazione e trapianto.
Il Veneto al vertice nell’anno record delle donazioni
Il rapporto del Centro nazionale trapianti restituisce un quadro positivo per l’intera rete italiana, indicata al secondo posto per numero di donazioni tra quelle dei maggiori Paesi europei. All’interno di questo scenario, il Veneto presenta il tasso regionale più elevato, raggiungendo quota 49,3 donatori per ogni milione di residenti.
Secondo Stefani, il dato rappresenta l’incontro tra una diffusa cultura della donazione e la qualità del sistema sanitario veneto. Il presidente ha richiamato la capacità dei professionisti di intervenire con tempestività in procedure particolarmente complesse, che richiedono organizzazione, competenze specialistiche e un coordinamento operativo attivo ventiquattro ore su ventiquattro.
Ogni percorso coinvolge infatti rianimatori, coordinatori, chirurghi, medici, infermieri, tecnici e strutture dedicate alla conservazione e alla distribuzione di organi e tessuti. A questa rete si aggiunge il lavoro dei volontari, impegnati nella sensibilizzazione dei cittadini e nella diffusione di informazioni corrette sulla possibilità di dichiarare il proprio consenso alla donazione.
Una storia iniziata con il trapianto cardiaco del 1985
Il primato attuale si inserisce in una lunga tradizione trapiantologica. Nel 1985, in Veneto, venne eseguito il primo trapianto di cuore realizzato in Italia, reso possibile dalla decisione della famiglia di un giovane donatore. Quell’intervento segnò una tappa decisiva per la medicina italiana e contribuì allo sviluppo di un sistema regionale che oggi comprende centri riconosciuti anche a livello internazionale.
Padova e Verona rappresentano due dei principali poli veneti per i trapianti e per la cura delle patologie che richiedono interventi ad alta specializzazione. Accanto agli ospedali operano le banche regionali dei tessuti e degli occhi, strutture che, secondo la Regione, hanno raggiunto posizioni di rilievo europeo per i volumi di raccolta e per le attività di lavorazione e conservazione.
Il risultato riportato nel documento nazionale deriva quindi da un’organizzazione articolata, nella quale le strutture ospedaliere collaborano con il coordinamento trapianti, i servizi territoriali e le associazioni. Ogni donazione richiede tempi rapidi, verifiche cliniche rigorose e una gestione capace di collegare ospedali diversi anche oltre i confini regionali.
Il ruolo delle famiglie e delle associazioni
Stefani ha rivolto un ringraziamento alle famiglie dei donatori, chiamate spesso a esprimere una scelta delicata durante momenti di profondo dolore. La disponibilità alla donazione permette di salvare o migliorare la vita di pazienti in attesa di un organo, ma contribuisce anche alla disponibilità di tessuti utilizzati in numerosi percorsi terapeutici.
Un ruolo centrale viene riconosciuto anche alle associazioni, che affiancano il sistema sanitario nelle campagne informative, negli incontri pubblici e nelle iniziative rivolte alle scuole. La Regione considera questa attività di divulgazione uno dei fattori che hanno favorito la crescita della consapevolezza tra i cittadini e il consolidamento del consenso alla donazione.
Per il presidente veneto, il dato del 2025 testimonia la solidità di una rete costruita attraverso competenze professionali, partecipazione sociale e continuità organizzativa. Il traguardo dei 49,3 donatori per milione di abitanti colloca il Veneto al centro del sistema nazionale, riconoscendo il contributo di operatori sanitari, volontari e famiglie che rendono concretamente possibili i trapianti.
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