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Verona, affitti brevi a quota 4.366: +27,6% in un anno

03/08/2026

Verona, affitti brevi a quota 4.366: +27,6% in un anno

Le locazioni turistiche registrate a Verona hanno raggiunto quota 4.366 nel giugno 2026, con 944 nuove strutture rispetto alle 3.422 censite dodici mesi prima. L’aumento è del 27,6% e corrisponde a una media vicina a tre nuove aperture al giorno. I dati elaborati attraverso la banca dati comunale dell’imposta di soggiorno mostrano un’espansione che interessa ormai tutti i quartieri, pur mantenendo il proprio centro nel cuore storico della città, dove si concentra circa il 60% dell’offerta.

Dalle 56 locazioni del 2014 alle 4.366 del 2026

La crescita degli affitti brevi emerge con particolare chiarezza osservando la serie storica della Direzione Tributi. Nel 2014 le locazioni turistiche erano appena 56; l’anno seguente erano già salite a 321, per poi superare il migliaio nel 2016 e raggiungere quota 2.435 nel 2019.

La tendenza non si è arrestata neppure durante la pandemia. Nel 2020, nonostante il crollo degli arrivi, le strutture censite sono aumentate fino a 2.741. Il dato indica che l’espansione è legata anche alle strategie di investimento immobiliare e non esclusivamente all’andamento immediato della domanda turistica.

Nel 2023 le locazioni erano 2.656 su 3.109 strutture ricettive complessive, pari all’85% dell’intera offerta cittadina. Nel 2014 la loro incidenza era ferma al 7%. La crescita del sistema ricettivo veronese nell’ultimo decennio è stata quindi determinata quasi interamente dagli alloggi destinati alle permanenze di breve durata.

Le altre categorie hanno seguito un andamento molto più contenuto. Gli alberghi sono passati da 66 a 69, gli agriturismi da 41 a 51, mentre i bed and breakfast sono diminuiti da 429 a 157. Una parte di queste attività potrebbe essere confluita nella formula della locazione turistica, caratterizzata da una gestione più leggera sotto il profilo amministrativo.

Il Centro storico concentra 2.639 strutture

La prima Circoscrizione, che comprende il Centro storico, contava nel giugno 2026 2.639 locazioni turistiche, rispetto alle 2.066 dell’anno precedente e alle 1.912 del novembre 2024. L’aumento registrato in dodici mesi è stato del 27,7%.

Il dettaglio disponibile per il 2025 indicava quasi mille strutture nella sola Città Antica e circa cinquecento sia a Cittadella sia a Veronetta. Quest’ultimo quartiere presenta una situazione particolarmente delicata per la sua vocazione universitaria e per la domanda di abitazioni proveniente da studenti, lavoratori e nuclei con redditi contenuti.

Secondo l’assessore comunale al Bilancio, Michele Bertucco, ogni immobile destinato agli affitti brevi rischia di ridurre l’offerta disponibile per chi vive stabilmente a Verona. Mantenendo l’attuale ritmo di crescita, la città potrebbe superare le cinquemila strutture già nel 2027.

Gli affitti turistici avanzano anche nelle periferie

Il fenomeno non è più circoscritto alle zone monumentali. Tutte le circoscrizioni hanno registrato una crescita, spesso a doppia cifra. Nell’area Nord-Ovest le strutture sono passate da 360 a 429, con un aumento del 19,2%; nella Circoscrizione Ovest sono salite da 335 a 422, pari al 26% in più.

La zona Sud ha raggiunto 315 locazioni, con una crescita del 27,5%, mentre la Sud-Ovest è passata da 215 a 252. Nell’area Est gli alloggi censiti sono aumentati da 90 a 111.

Il dato più marcato riguarda la Circoscrizione Nord-Est, comprendente località come Quinto, Montorio, Mizzole e Santa Maria in Stelle: le strutture sono raddoppiate, passando da 39 a 78. La zona Sud-Est presenta invece l’incremento più contenuto, da 70 a 74 unità.

L’espansione verso quartieri periferici e collinari suggerisce che la pressione immobiliare si sta spostando oltre le aree già caratterizzate da una forte presenza turistica. La saturazione del centro favorisce la ricerca di nuovi immobili in zone finora maggiormente legate alla residenza stabile.

La Variante 70 punta a proteggere la residenzialità

Nel quadro delineato dai dati comunali si inserisce la Variante 70 al Piano degli Interventi. Il provvedimento punta a tutelare la funzione residenziale del Centro Storico Maggiore, riconosciuto come sito Unesco, impedendo nuovi cambi di destinazione d’uso verso attività turistico-ricettive.

Le attività già esistenti restano salvaguardate nel rispetto della normativa regionale e nazionale. L’obiettivo dell’amministrazione è contenere l’ulteriore sottrazione di abitazioni al mercato ordinario, in attesa di un quadro legislativo nazionale capace di attribuire ai Comuni strumenti più incisivi per governare la diffusione degli affitti brevi.

I numeri dell’imposta di soggiorno mostrano intanto una trasformazione profonda del mercato immobiliare cittadino. La crescita delle presenze turistiche genera ricadute economiche, ma l’aumento delle locazioni temporanee pone questioni legate alla disponibilità degli alloggi, ai canoni, alla permanenza dei residenti e all’equilibrio sociale dei quartieri.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.