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Verona, tre arresti tra estorsione sessuale e furto di rame

28/07/2026

Verona, tre arresti tra estorsione sessuale e furto di rame

Tre persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato di Verona nel corso di due distinte operazioni contro i reati patrimoniali. Una donna italo-marocchina è finita in carcere con l’accusa di avere estorto denaro a un uomo minacciandolo con una falsa denuncia per violenza sessuale, mentre due cittadini romeni di 23 e 36 anni sono stati fermati dopo il furto di cavi in rame da un’azienda di strada delle Trincee. Il materiale sottratto avrebbe provocato un danno stimato in circa 10mila euro.

Ricatto dopo gli incontri a pagamento

La prima operazione è stata condotta il 23 luglio dalla Squadra mobile, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Verona. Le indagini sono iniziate dopo la denuncia presentata da un cittadino veronese, che ha riferito di essere stato sottoposto a insistenti richieste di denaro da parte di una donna conosciuta durante alcuni incontri sessuali a pagamento.

Secondo la ricostruzione investigativa, la donna avrebbe contattato nuovamente l’uomo chiedendogli una consistente somma in contanti. In caso di mancato pagamento, avrebbe minacciato di accusarlo falsamente di violenza sessuale e di attribuirgli la trasmissione di una malattia inesistente.

La pressione psicologica esercitata attraverso messaggi e minacce avrebbe spinto la vittima ad accettare la richiesta. I due hanno quindi concordato un appuntamento nel centro storico di Verona per la consegna del denaro. Gli investigatori della Squadra mobile hanno predisposto un servizio di osservazione e pedinamento, seguendo a distanza tutte le fasi dell’incontro.

Dopo aver ricevuto i contanti, la donna si è allontanata a piedi. Gli agenti sono intervenuti pochi istanti più tardi, bloccandola e recuperando durante la perquisizione l’intera somma appena consegnata. Il denaro è stato restituito alla persona offesa negli uffici della Questura.

L’indagata è stata arrestata e trasferita nella casa circondariale di Verona-Montorio, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’attività rientra nel programma della Squadra mobile dedicato alla prevenzione e alla repressione dei reati contro il patrimonio.

Auto a fari spenti dopo il furto nell’azienda

La seconda operazione è scattata durante la notte, intorno alle 1.10, dopo la segnalazione di un possibile furto in corso all’interno di uno stabilimento situato in strada delle Trincee. Le Volanti arrivate sul posto hanno individuato un’automobile con targa straniera che si stava allontanando dall’area a luci spente.

Il conducente avrebbe accelerato nel tentativo di sottrarsi al controllo, ma il mezzo è stato raggiunto e bloccato. A bordo si trovavano due uomini di 23 e 36 anni, entrambi originari della Romania e senza fissa dimora. Durante l’identificazione, i due sarebbero apparsi agitati e non avrebbero fornito una spiegazione ritenuta credibile sulla loro presenza nella zona.

La perquisizione dell’automobile ha portato al ritrovamento di un ingente quantitativo di cavi in rame, oltre a tronchesi, cutter e altri attrezzi utilizzabili per il taglio e lo scasso. Il materiale sarebbe stato asportato pochi minuti prima dall’azienda. Il veicolo, gli strumenti e la refurtiva sono stati sequestrati.

Altri due uomini fuggiti dallo stabilimento

Contemporaneamente, altre pattuglie hanno raggiunto l’area aziendale e hanno visto due persone vestite di nero allontanarsi dopo avere scavalcato la recinzione. I sospettati sono riusciti a fuggire, ma le ricerche effettuate nelle vicinanze hanno permesso di individuare altri due veicoli con targa romena ritenuti collegati al gruppo.

All’interno delle automobili sono stati trovati altri strumenti da scasso, documenti, telefoni cellulari e denaro contante. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro per consentire ulteriori verifiche e ricostruire i ruoli delle persone coinvolte.

La responsabile dell’azienda ha formalizzato la denuncia, confermando la sottrazione dei cavi e quantificando il danno economico in circa 10mila euro. I due uomini fermati sono stati arrestati per furto aggravato in concorso con persone rimaste ignote e trattenuti negli uffici di Lungadige Galtarossa in attesa del rito direttissimo.

Il giudice ha successivamente convalidato entrambi gli arresti. Gli accertamenti proseguiranno per individuare gli altri componenti del gruppo e verificare eventuali collegamenti con episodi analoghi. Le responsabilità delle tre persone arrestate dovranno essere accertate definitivamente nel corso dei rispettivi procedimenti giudiziari, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.