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Verona, concluso il restauro della Loggia del Mangano

28/07/2026

Verona, concluso il restauro della Loggia del Mangano

Si sono conclusi a giugno i lavori di restauro e consolidamento della Loggia del Mangano, edificio storico di Verona che rappresenta anche l’unico accesso pubblico al criptoportico del Capitolium romano. L’intervento, avviato nel novembre 2025, ha riguardato la copertura, le strutture lignee e le murature perimetrali, oltre alla realizzazione di un nuovo servizio igienico al piano interrato per migliorare l’accoglienza dei visitatori dell’area archeologica.

Impermeabilizzata la copertura e sostituiti i coppi danneggiati

Il cantiere ha previsto la posa di un nuovo manto di impermeabilizzazione, la sostituzione dei canali di gronda e dei pluviali e il ricambio dei coppi deteriorati. Sulla linea di colmo è stato inoltre installato un sistema anticaduta, destinato a rendere più sicure le future attività di manutenzione.

Al piano interrato è stato realizzato un servizio igienico a supporto dell’area archeologica e degli spazi situati al primo piano. L’opera permette di migliorare la fruizione di un sito che custodisce testimonianze della Verona romana e medievale, frequentato durante le visite curate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio insieme all’Associazione Archeonaute.

L’intervento rientra in un programma comunale di manutenzione degli edifici storici del valore complessivo superiore a 330mila euro. Nel corso del 2025 lo stesso piano aveva consentito di impermeabilizzare e sistemare tutte le coperture della Casa di Giulietta e la falda sovrastante l’ala di Ezzelino a Palazzo Forti.

Capriate abbassate e lesioni emerse durante il cantiere

Durante i lavori alla Loggia del Mangano, i tecnici hanno rilevato alcune criticità nelle strutture lignee di sostegno. Le verifiche hanno evidenziato l’abbassamento di due capriate e numerose fessurazioni nelle murature perimetrali collocate sotto la gronda.

Tra novembre e dicembre 2025 il Comune ha avviato, d’intesa con la Soprintendenza competente per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la valutazione degli interventi compatibili con la tutela dell’edificio vincolato. La progettazione esecutiva delle opere strutturali è stata affidata all’ingegnere De Grandis.

Dopo il rilascio dell’autorizzazione, i nodi delle capriate sono stati consolidati mediante elementi metallici passanti, utilizzati per collegare le diverse parti lignee. Le strutture sono state fissate ai pilastri in cemento armato già presenti attraverso piastre in acciaio e collegate a due catene metalliche per ciascuna capriata, così da assorbire la spinta generata dai puntoni.

Per rafforzare le pareti e ridurre il rischio di cedimenti, nella fascia sottogronda sono stati collegati i pannelli di tamponamento al telaio verticale. L’operazione è stata eseguita con connettori a fiocco e una rete in basalto, successivamente coperti con intonaco strutturale e finitura a calce.

Bissoli: tutelato un luogo della storia romana e scaligera

La vicesindaca e assessora ai Beni culturali, Barbara Bissoli, ha definito il cantiere un intervento significativo per la cura del patrimonio monumentale cittadino. La Loggia, ha ricordato, fu probabilmente costruita durante il governo di Mastino II della Scala per ospitare le attività legate alla lavorazione della lana, settore particolarmente florido nella Verona scaligera.

I lavori hanno permesso di restaurare la copertura e migliorare la sicurezza strutturale dell’edificio, mantenendo al tempo stesso l’accesso al criptoportico del Capitolium. L’area sotterranea conserva una parte del complesso monumentale edificato nella seconda metà del I secolo avanti Cristo, quando Verona venne elevata al rango di municipium romano.

Il tempio principale della città era dedicato a Giove, Giunone e Minerva e occupava una vasta zona che dalla Loggia del Mangano arrivava fino all’attuale piazza Erbe. L’accesso sotto la Loggia consente oggi di visitare una porzione del portico sotterraneo che circondava il santuario su tre lati.

L’assessora al Commercio e alle Manifestazioni, Alessia Rotta, ha indicato la Loggia come uno degli angoli meno conosciuti ma più suggestivi del centro storico. Rotta ha ringraziato le attività commerciali presenti nell’area per la collaborazione durante il cantiere, sottolineando come lo spazio possa ora tornare ad accogliere cittadini e turisti.

Nuovi interventi previsti sulle colonne in pietra

Il Comune dovrà ora programmare ulteriori lavori di conservazione al piano terra. La nuova fase comprenderà indagini non distruttive sulle colonne lapidee portanti e il successivo restauro degli elementi che presenteranno condizioni di degrado o problemi strutturali.

La Loggia del Mangano sorge su una porzione dell’antico tessuto urbano romano. La data esatta della costruzione non è documentata, ma gli studi la collocano con elevata probabilità nel periodo di Mastino II, quando l’industria laniera veronese raggiunse livelli produttivi tali da richiedere un edificio nel quale riunire le attività di raccolta, lavorazione e controllo.

Dopo un lungo periodo di abbandono, il manufatto fu interessato da un radicale restauro tra il 1966 e il 1968, progettato dall’architetto Loris Fontana. In quella fase vennero ripristinate le strutture lignee della copertura e del solaio e furono eliminate le murature di tamponamento al piano terra, nel tentativo di recuperare una configurazione ritenuta vicina all’aspetto originario.

Gli scavi del Capitolium tra il 1988 e il 2004

Negli anni Ottanta furono eseguiti altri interventi di rinforzo, tra cui l’inserimento di tiranti obliqui nel solaio ligneo e il consolidamento di una parte delle colonne in pietra. Nello stesso periodo iniziarono le indagini archeologiche nell’area sottostante.

Gli scavi condotti dalla Soprintendenza tra il 1988 e il 2004, con fondi ministeriali e il sostegno economico della Fondazione Cariverona, portarono alla luce un tratto del criptoportico che circondava il Capitolium. Altri resti del complesso erano già stati individuati nei sotterranei di Palazzo Maffei.

Nel 2006 il Comune intervenne per chiudere il solaio al piano terra, rimasto aperto durante gli scavi, e per ripristinare la pavimentazione in sestini di cotto. Nel 2012 la Fondazione Cariverona realizzò, per conto della Soprintendenza, la sistemazione dell’area archeologica, rifacendo la scala in pietra e installando le passerelle utilizzate per le visite.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.