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Verona, nuove regole per affitti turistici nel centro storico

15/07/2026

Verona, nuove regole per affitti turistici nel centro storico

Le nuove locazioni turistiche e i bed and breakfast aperti nel Centro Storico Maggiore di Verona dovranno essere ricondotti alla destinazione urbanistica turistico-ricettiva. La Giunta comunale ha approvato, su iniziativa della vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, la proposta di adozione della Variante numero 70 al Piano degli Interventi. Il provvedimento sarà ora esaminato dalla Commissione consiliare IV e successivamente sottoposto al voto del Consiglio comunale.

La modifica punta a tutelare la funzione residenziale del centro storico, contenendo la trasformazione degli alloggi in strutture destinate all’ospitalità temporanea. Secondo i dati riportati dall’Amministrazione, le locazioni turistiche registrate a Verona sono passate dalle 10 unità del 2012 alle 3.404 del 2024. Di queste, 2.028 risultavano concentrate nel solo Centro Storico.

La Variante 70 distingue l’uso residenziale da quello turistico

La nuova disciplina introduce un inquadramento omogeneo per le strutture ricettive complementari, comprendendo bed and breakfast e altre forme di ospitalità previste dalla normativa regionale. Anche le locazioni turistiche, pur caratterizzate dall’assenza dei servizi tipici delle strutture ricettive, saranno inserite nella categoria funzionale turistico-ricettiva.

L’Amministrazione ritiene infatti che questi alloggi producano un carico urbanistico assimilabile a quello delle altre strutture complementari. La scelta viene collegata agli articoli 27 e 27 bis della legge regionale veneta 11 del 2013, che disciplinano le attività ricettive e riconoscono la natura turistica delle locazioni brevi.

L’obiettivo indicato nella Variante è quello di salvaguardare e incrementare la funzione residenziale della città storica centrale, già prevista dall’articolo 83 delle Norme tecniche operative del Piano degli Interventi. La riconduzione delle attività alla corretta categoria urbanistica dovrebbe impedire una trasformazione progressiva degli immobili residenziali senza un corrispondente cambio formale della destinazione d’uso.

Nessuna modifica per gli alloggi già dotati di Cin

Le nuove regole non avranno effetto retroattivo. Gli immobili già legittimamente utilizzati per locazioni turistiche e dotati di Codice identificativo nazionale prima della data di adozione della Variante da parte del Consiglio comunale potranno proseguire l’attività secondo le condizioni attuali.

La disciplina riguarderà quindi le locazioni turistiche che saranno attivate dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Il testo chiarisce inoltre che le residenze universitarie resteranno escluse dalla categoria turistico-ricettiva, poiché la loro funzione è collegata al diritto allo studio e alla permanenza degli studenti in città.

Il Comune intende così riequilibrare la presenza delle attività turistiche nel cuore di Verona, favorendone una distribuzione anche nei quartieri vicini. L’aumento degli alloggi destinati a soggiorni brevi ha infatti ridotto la disponibilità di abitazioni per residenti stabili, studenti e lavoratori, incidendo sulla composizione sociale e commerciale del centro.

La tutela del sito Unesco e della comunità residente

La Variante si collega alla salvaguardia del riconoscimento Unesco assegnato nel 2000 alla City of Verona, sito che comprende l’intero Centro Storico Maggiore racchiuso dalle Mura Magistrali. Per l’Amministrazione, la protezione del patrimonio architettonico deve procedere insieme alla permanenza di una comunità residente capace di mantenere vivi spazi, tradizioni e attività economiche.

Il Documento del Sindaco, approvato dal Consiglio comunale il 25 luglio 2025, aveva già indicato la necessità di intervenire contro la pressione turistica e la perdita di abitanti. Il rischio individuato era quello di trasformare progressivamente la città storica in uno spazio frequentato prevalentemente da visitatori, con una riduzione dei servizi quotidiani, dei negozi di prossimità, delle botteghe artigiane e delle attività rivolte alle persone che vi abitano.

La presenza stabile dei cittadini viene considerata un elemento essenziale per custodire l’identità materiale e culturale della città. La residenzialità contribuisce inoltre alla vitalità economica durante tutto l’anno, evitando che il centro dipenda esclusivamente dai flussi turistici e dalle attività collegate all’ospitalità.

Sei circoscrizioni hanno espresso parere favorevole

Prima dell’approvazione in Giunta, la proposta ha seguito il percorso di confronto previsto dalla legge regionale sul governo del territorio. Enti pubblici, associazioni economiche e sociali e gestori dei servizi hanno presentato cinque contributi, successivamente esaminati dagli uffici comunali. La fase di concertazione si è chiusa con la deliberazione di Giunta del 3 febbraio 2026.

La Variante è stata sottoposta anche ai Consigli di Circoscrizione. Sette circoscrizioni su otto hanno esaminato la documentazione: sei hanno espresso parere favorevole, una di queste accompagnandolo con osservazioni, mentre un’altra ha preso atto della proposta senza formulare rilievi. L’ottava non si è pronunciata entro i termini previsti.

«L’obiettivo della nostra Amministrazione è tutelare l’uso residenziale stabile o duraturo degli edifici del Centro Storico», ha spiegato Bissoli. La vicesindaca ha richiamato il ruolo dei residenti e delle attività di servizio nel mantenimento di un’economia reale della città storica, insieme alla responsabilità di proteggere il patrimonio Unesco costruito attraverso due millenni di storia.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.