Verona, 605mila euro per il restauro della Dogana di Fiume
22/04/2026
La Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro e la messa in sicurezza sismica della Dogana di Fiume, edificio storico affacciato sull’Adige in Corte Dogana. L’intervento, dal valore complessivo di 605 mila euro, sarà finanziato interamente dal Ministero della Cultura e realizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Intervento senza costi per il Comune
L’operazione non comporterà oneri per il bilancio comunale: sarà infatti la Soprintendenza a gestire l’intero iter, dalla progettazione esecutiva fino all’affidamento e alla realizzazione dei lavori, assumendo il ruolo di stazione appaltante. Il progetto è stato sviluppato da un gruppo di professionisti incaricati proprio dall’ente statale, in collaborazione con l’amministrazione cittadina.
L’accordo tra Comune e Soprintendenza, approvato contestualmente, definisce le modalità operative e il coordinamento delle attività, con particolare attenzione alla compatibilità degli interventi rispetto alle funzioni attualmente presenti nell’edificio. La consegna dell’immobile è prevista per agosto 2026, mentre la durata dei lavori è stimata in circa sei mesi.
Consolidamento strutturale e restauro conservativo
L’intervento punta a ridurre la vulnerabilità sismica della struttura attraverso opere di consolidamento delle murature e dei pilastri, affiancate da un restauro architettonico mirato alla conservazione delle caratteristiche originarie dell’edificio. I lavori saranno eseguiti nel rispetto dei materiali e delle tecniche costruttive storiche.
La Dogana di Fiume risale al Cinquecento, quando venne costruita durante la dominazione della Repubblica di Venezia per il controllo e la riscossione dei dazi sulle merci che transitavano lungo l’Adige. Nel tempo ha mantenuto un ruolo centrale nel sistema commerciale fluviale veronese, diventando una testimonianza significativa della storia economica e urbana della città.
L’intervento si inserisce in un quadro di collaborazione istituzionale finalizzato alla tutela del patrimonio culturale, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e valorizzazione a uno degli edifici storici più rappresentativi del rapporto tra Verona e il suo fiume.
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