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Veneto, stop ai lavori al sole dalle 12.30 alle 16

19/06/2026

Veneto, stop ai lavori al sole dalle 12.30 alle 16

Dal 17 giugno al 31 agosto 2026 in Veneto scatta lo stop alle attività lavorative all’aperto nelle ore più calde, dalle 12.30 alle 16, quando il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per chi è esposto al sole e svolge attività fisica intensa. L’ordinanza regionale riguarda agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto e cave, con l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori di fronte alle alte temperature e alla radiazione solare.

Divieto legato alla mappa del rischio Worklimate

Il provvedimento è stato firmato dal presidente della Regione Veneto dopo il recepimento delle linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore, condivise dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. L’ordinanza si applica nelle giornate e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate, sviluppata da INAIL e CNR, indica un rischio alto per i lavoratori esposti al sole.

La misura interviene quando, anche dopo l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa e dalle linee guida regionali, restano rischi rilevanti per la salute. Restano validi gli accordi aziendali che prevedono misure equivalenti o più tutelanti. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza.

Imprese chiamate a riorganizzare orari e cantieri

La Regione raccomanda ai datori di lavoro di limitare o evitare le attività nelle ore più calde, ridurre i tempi di esposizione, prevedere rotazioni del personale e utilizzare gli strumenti di valutazione del rischio disponibili. L’ordinanza si inserisce nel percorso già avviato dal Veneto sulla gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro, dopo il protocollo d’intesa approvato dalla Giunta regionale nel mese di maggio.

Per le imprese, l’applicazione dello stop può richiedere una rimodulazione dell’organizzazione aziendale, con anticipo dell’orario al mattino, pause più lunghe nelle fasce centrali della giornata o ricorso agli ammortizzatori sociali di settore per le ore in cui il fermo è necessario. La violazione dell’ordinanza può comportare le sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale, salvo che il fatto costituisca reato più grave.

Confartigianato: salute prioritaria, ma servono certezze

Confartigianato Imprese Verona riconosce la priorità della tutela della salute, ma segnala alcune criticità applicative per micro e piccole aziende, soprattutto nei cantieri. Il presidente Devis Zenari ha richiamato l’impatto che uno stop rigido può avere su imprese già alle prese con scadenze contrattuali, costi di noleggio delle attrezzature e carenza di personale.

L’associazione sottolinea che molte aziende artigiane hanno già introdotto misure preventive, come flessibilità oraria, pause aggiuntive, idratazione costante e aree ombreggiate. Da qui la richiesta alle istituzioni e agli organi di controllo di privilegiare un approccio capace di informare e accompagnare le imprese, tenendo conto della complessità delle attività e delle diverse condizioni operative.

Edilizia e autotrasporto, i nodi dell’applicazione

Per il comparto costruzioni, il presidente di Confartigianato Costruzioni Verona, Pietro Paolo Fattori, ha evidenziato il peso del blocco tra le 12.30 e le 16 su cantieri, agricoltura e attività del settore casa. Tra le criticità indicate ci sono la difficoltà di riprendere i lavori quando le condizioni meteo migliorano e i limiti legati a rumori e orari serali o notturni, che possono rendere complicata una reale riorganizzazione.

Confartigianato precisa inoltre che l’ordinanza riguarda le attività in condizioni di esposizione prolungata al sole. Sono quindi interessati, ad esempio, asfaltature, posa di tetti e installazione di pannelli solari, mentre non rientrerebbero nello stop lavori svolti in ambienti non esposti direttamente, come murature interne o posa di pavimenti in condominio.

Per l’autotrasporto, il presidente della categoria Paolo Brandellero ha ricordato che le operazioni di carico e scarico e l’approvvigionamento dei cantieri, se non comportano esposizione prolungata al sole, possono essere garantiti. Resta centrale, secondo l’associazione, il coordinamento tra vettori e imprese impegnate nei cantieri, per evitare blocchi operativi e assicurare al tempo stesso condizioni di sicurezza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to