Imballaggi, Confartigianato: tutelare le piccole imprese
30/07/2026
Confartigianato sostiene l’introduzione di un sistema nazionale di deposito cauzionale per i contenitori monouso destinati alle bevande, ma chiede garanzie precise per evitare che costi, obblighi operativi e nuovi adempimenti ricadano sulle micro e piccole imprese. La posizione è stata presentata, insieme alle altre Confederazioni, durante un’audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera, impegnata nell’esame delle proposte di legge sul meccanismo di deposito e restituzione degli imballaggi.
Raccolta dei contenitori, chiesti costi interamente coperti
Il sistema prevede il pagamento di una cauzione al momento dell’acquisto di una bevanda, successivamente restituita al consumatore quando il contenitore viene riconsegnato nei punti autorizzati. Secondo Confartigianato, questo modello può limitare l’abbandono dei rifiuti, migliorare il decoro urbano e aumentare la disponibilità di materiali riciclati di qualità.
La disciplina dovrà però essere costruita tenendo conto della struttura del sistema economico italiano, nel quale operano numerose attività con dimensioni ridotte, spazi limitati e capacità organizzative molto diverse da quelle della grande distribuzione.
Negozi di vicinato, bar, ristoranti, alberghi, strutture ricettive e imprese agroalimentari potrebbero essere coinvolti nella raccolta, nella custodia e nella restituzione dei contenitori. Operazioni di questo tipo richiedono personale, aree dedicate, strumenti tecnologici e una gestione logistica specifica.
Per le Confederazioni, le spese sostenute dagli operatori dovranno essere integralmente compensate dal sistema. Le imprese non dovranno farsi carico dell’acquisto delle attrezzature, della manutenzione, dell’occupazione degli spazi o delle ore di lavoro necessarie per gestire i resi.
Adesione volontaria sotto i 200 metri quadrati
Confartigianato valuta positivamente la previsione di una soglia di 200 metri quadrati. Al di sotto di questa superficie, l’adesione dei punti vendita al sistema di restituzione dovrebbe rimanere volontaria, evitando obblighi difficili da rispettare per gli esercizi più piccoli.
La definizione delle responsabilità dovrà considerare anche gli spazi realmente disponibili, la capacità logistica, il numero di addetti e le condizioni del territorio. Una particolare attenzione viene richiesta per i centri storici, i piccoli borghi, le zone montane e le località turistiche, dove la gestione dei contenitori può risultare più complessa.
Nei territori privi di punti vendita superiori alla soglia stabilita potrebbero essere creati centri di raccolta condivisi tra più attività, servizi mobili oppure strutture coordinate con Comuni e altri enti locali. Queste soluzioni permetterebbero ai cittadini di recuperare la cauzione senza imporre a ogni singola impresa l’organizzazione di un proprio punto di ritiro.
Il nuovo sistema dovrà integrarsi con la differenziata
Un altro tema riguarda il rapporto tra deposito cauzionale e raccolta differenziata già attiva nei Comuni. Il nuovo meccanismo dovrà evitare sovrapposizioni, inefficienze e aumenti indiretti delle tariffe applicate alle attività economiche e alle famiglie.
Le organizzazioni delle piccole imprese chiedono inoltre di partecipare stabilmente alla governance del sistema e alle attività di monitoraggio. Il confronto dovrà servire a valutare l’impatto concreto delle regole, individuare eventuali difficoltà operative e correggere gli obblighi rivelatisi sproporzionati.
Secondo Confartigianato, il deposito cauzionale potrà contribuire alla tutela dell’ambiente e al recupero delle materie prime soltanto attraverso procedure semplici, compensazioni adeguate e responsabilità calibrate sulle dimensioni aziendali. In assenza di queste condizioni, il rischio indicato è che il nuovo modello si traduca in un ulteriore costo per le attività di prossimità e per le imprese artigiane.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to