Agricoltura 2050, Confagricoltura chiude il forum a Milano
11/05/2026
Si è chiusa a Palazzo Mezzanotte, a Milano, la tre giorni di lavori promossa da Confagricoltura insieme all’Università Bocconi per costruire il Manifesto del settore primario da qui al 2050. L’appuntamento, concluso con l’intervento del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha riunito centinaia di imprenditori agricoli e delegati da tutta Italia, portando al centro del confronto il ruolo dell’agricoltura nella sicurezza alimentare, nella competitività industriale e nella stabilità economica dell’Europa.
Dal presente agricolo a una visione di lungo periodo
Il forum ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, economici e accademici, tra cui il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri Gilberto Pichetto Fratin, Antonio Tajani e Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il rettore della Bocconi Francesco Billari. Sul palco sono intervenuti anche manager, esponenti del mondo finanziario, industriale, infrastrutturale e della cooperazione internazionale, confermando la volontà di leggere l’agricoltura come parte integrante delle grandi strategie del Paese.
Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha spiegato che l’obiettivo non era limitarsi alle emergenze quotidiane del comparto, ma provare a costruire una traiettoria di lungo periodo per l’agricoltura italiana ed europea. Dal confronto è emersa una richiesta chiara: un settore considerato strategico non può essere frenato da frammentazione normativa, burocrazia e instabilità regolatoria.
Secondo Confagricoltura, servono regole più armonizzate, una governance moderna, maggiore coordinamento europeo e una pubblica amministrazione capace di accompagnare le imprese agricole nei processi di crescita. Il Manifesto punta quindi a indicare un modello di settore primario più competitivo, tecnologico, sostenibile, attrattivo e manageriale, capace di dialogare con industria, ricerca, finanza e mercati globali.
Sicurezza alimentare e peso geopolitico del settore primario
Nel corso dei lavori è stato richiamato il legame tra agricoltura, autonomia produttiva e sicurezza europea. Il settore primario, nella lettura proposta da Confagricoltura, non può essere considerato marginale nelle politiche pubbliche, perché riguarda l’approvvigionamento alimentare, la gestione delle risorse, l’innovazione tecnologica e la tenuta sociale dei territori.
La prospettiva al 2050 impone di affrontare sfide che vanno oltre la produzione agricola in senso stretto: cambiamento climatico, energia, infrastrutture, accesso al credito, export, digitalizzazione, formazione di nuove competenze e capacità di attrarre giovani imprenditori. Per questo il confronto con Università Bocconi e con i principali stakeholder economici è stato pensato come un passaggio utile a collegare il mondo agricolo alle trasformazioni industriali e geopolitiche in corso.
Giansanti ha annunciato anche l’avvio, insieme al Soft Power Club, di un Osservatorio su geopolitica e sicurezza alimentare. L’obiettivo è rafforzare il peso del settore primario nei tavoli di confronto internazionali, facendone un elemento della trattativa geopolitica e un contributo reale alla stabilità e all’economia nazionale. Il forum di Milano consegna così una linea politica ed economica precisa: l’agricoltura sarà uno dei terreni decisivi su cui misurare la capacità dell’Europa di restare competitiva nei prossimi decenni.
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