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Verona, sei indagati per estorsione e riciclaggio

24/06/2026

Verona, sei indagati per estorsione e riciclaggio

Sei persone sono indagate nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Verona su un presunto sistema legato a tentata estorsione, riciclaggio e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Il 23 giugno gli investigatori della Squadra mobile scaligera, con il supporto degli uffici territorialmente competenti, hanno notificato le informazioni di garanzia ed eseguito perquisizioni in sedi legali e operative di società riconducibili agli indagati, ubicate in diverse zone d’Italia.

L’indagine partita dalla denuncia di un imprenditore

L’attività investigativa ha preso avvio nel novembre 2025, dopo la denuncia presentata da un noto imprenditore veronese. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, due fratelli avrebbero avanzato richieste nei suoi confronti dopo il rifiuto di farli entrare in un nuovo progetto imprenditoriale nel frattempo organizzato dall’uomo.

La richiesta, ritenuta immotivata dalla parte offesa, avrebbe riguardato la restituzione di una somma di denaro. Da quel momento, secondo l’ipotesi investigativa, la situazione sarebbe degenerata in una serie di condotte dal tono minatorio, fino a un episodio particolarmente grave avvenuto nei primi giorni di gennaio 2026.

In quella circostanza, emissari riconducibili ai soggetti casertani avrebbero raggiunto la sede dell’imprenditore veronese, dando luogo a un vero e proprio assalto. Durante l’episodio sarebbe scattato anche l’impianto antintrusione, con l’innesco della cortina fumogena e il successivo intervento dei Vigili del Fuoco.

La società di logistica e il giro di fatture

Al centro degli accertamenti figura anche l’acquisizione, avvenuta nel 2023, di una società attiva nel settore della logistica e dei servizi alle imprese, con sede legale a Padova. Secondo gli investigatori, alcuni degli indagati avrebbero partecipato all’operazione versando una quota in contanti come anticipo, pur senza comparire formalmente nell’assetto societario.

Attraverso la società padovana, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe poi stata ottenuta una somma maggiorata mediante il pagamento di fatture emesse da due società ritenute riconducibili agli indagati: una collocata nel territorio veronese e l’altra nel Casertano. Proprio il flusso di denaro legato a queste operazioni è ora al centro delle verifiche, anche per chiarire la provenienza delle somme movimentate e ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti.

Perquisizioni in corso in più sedi societarie

Le perquisizioni disposte nell’ambito dell’inchiesta riguardano sia le persone indagate sia le sedi legali e operative delle società collegate. L’obiettivo degli investigatori è acquisire documentazione utile a chiarire il ruolo delle aziende, la natura delle fatture contestate e l’eventuale utilizzo delle strutture societarie per movimentare denaro di provenienza da verificare.

Le accuse ipotizzate comprendono tentata estorsione, riciclaggio e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura di Verona e proseguono con il supporto degli uffici di polizia competenti nei territori interessati dalle perquisizioni.

La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono indagate e la loro eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata solo all’esito del procedimento, con sentenza definitiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to