Verona, nuovo PAT alle Circoscrizioni: 40 giorni per i pareri
28/08/2026
Le otto Circoscrizioni di Verona hanno 40 giorni di tempo per esprimere il proprio parere sul nuovo Piano di Assetto del Territorio, lo strumento urbanistico destinato a ridefinire le regole di sviluppo della città nei prossimi anni. Gli elaborati del PAT sono stati formalmente trasmessi ai Consigli circoscrizionali, mentre la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, insieme alla Direzione Pianificazione Territoriale, sta organizzando una serie di incontri per illustrare i contenuti del Piano e fornire chiarimenti sulla documentazione.
Le Circoscrizioni chiamate a esprimersi sul nuovo Piano
Il coinvolgimento dei Consigli circoscrizionali rappresenta uno dei passaggi previsti nel percorso che porterà il nuovo PAT all’adozione da parte del Consiglio comunale. Le otto realtà territoriali potranno analizzare gli elaborati e formulare osservazioni e valutazioni prima che il documento entri nella successiva fase amministrativa.
Il termine previsto è di 40 giorni dalla ricezione degli atti, secondo quanto stabilito dagli articoli 20 e 21 del Regolamento dei Consigli di Circoscrizione. Nelle prossime settimane saranno inoltre organizzati incontri specifici nei quali la vicesindaca e i tecnici della Pianificazione Territoriale presenteranno la variante e risponderanno alle eventuali richieste di approfondimento.
Il Piano arriva a questa fase dopo oltre tre anni di lavoro avviato dall’amministrazione Tommasi e sviluppato attraverso il confronto con forze politiche, componenti sociali e sistema produttivo cittadino.
Meno consumo di suolo e recupero delle aree dismesse
Il nuovo PAT propone un modello di sviluppo orientato alla rigenerazione urbana e al contenimento dell’espansione su nuovo territorio. Tra i punti principali figurano la riduzione del consumo di suolo e il recupero degli spazi dismessi, insieme a una maggiore attenzione alla qualità ambientale e alle connessioni tra le diverse parti della città.
La strategia individua complessivamente dieci leve. La natura viene considerata come una vera infrastruttura ecosistemica, mentre attraverso un nuovo Indice di Transizione Ecologica sarà possibile misurare la sostenibilità degli interventi urbanistici.
Un altro capitolo riguarda l’abitare, con particolare attenzione all’edilizia residenziale pubblica e sociale, alle soluzioni destinate agli studenti e alle necessità della popolazione anziana. Il Piano prevede inoltre il rafforzamento dei servizi di prossimità e introduce uno sguardo di genere nella progettazione degli spazi e delle funzioni urbane.
Mobilità, Verona Sud e patrimonio UNESCO tra le priorità
La mobilità viene indicata come uno degli strumenti attraverso i quali sostenere la trasformazione urbana. Il PAT punta sull’intermodalità, sul rafforzamento del trasporto pubblico, sulla realizzazione di nuove dorsali ciclabili e sulla regolamentazione dei flussi di traffico.
Il documento affronta anche il futuro delle aree produttive di Verona Sud e della ZAI, oltre alla valorizzazione del patrimonio storico e del sito UNESCO, considerati elementi capaci di contribuire attivamente alla qualità e all’attrattività della città.
La pianificazione legge inoltre Verona attraverso otto differenti identità territoriali, con l’obiettivo di adattare le strategie alle caratteristiche dei quartieri e delle diverse zone urbane. Per i futuri progetti sono previsti criteri quantitativi e qualitativi definiti in anticipo, in modo da misurarne le prestazioni e il valore pubblico.
L’iter prosegue con verifiche sismiche, idrauliche e ambientali
Parallelamente al confronto con le Circoscrizioni, prosegue l’acquisizione degli elaborati specialistici e dei pareri preliminari necessari prima dell’adozione. Tra questi figurano la verifica geologico-sismica e la valutazione di compatibilità idraulica presso gli uffici del Genio Civile di Verona.
È prevista inoltre la procedura di verifica di assoggettabilità a VAS, la Valutazione Ambientale Strategica. Una volta completati questi passaggi e acquisiti i pareri richiesti, il nuovo Piano potrà proseguire verso l’esame del Consiglio comunale.
Secondo Bissoli, la nuova impostazione mira a superare una crescita basata sulla separazione tra abitare, mobilità, ambiente, attività produttive e servizi, ricomponendo questi elementi all’interno di una strategia comune. La direzione indicata dal PAT è quella di una città con meno consumo di suolo, maggiore qualità urbana e connessioni più efficienti tra funzioni, quartieri e servizi.
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