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Verona, nuove regole contro il greenwashing: sanzioni fino a 10 milioni

02/10/2026

Verona, nuove regole contro il greenwashing: sanzioni fino a 10 milioni

Nuovi obblighi per le imprese che utilizzano riferimenti alla sostenibilità nella comunicazione commerciale. Dal 27 settembre 2026 sono pienamente applicabili le disposizioni del Decreto Legislativo 30/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/825 e modifica il Codice del Consumo introducendo regole più rigide contro il greenwashing. Confartigianato Verona richiama l’attenzione delle aziende sui nuovi divieti e sul rischio di sanzioni che, nei casi previsti, possono arrivare fino a 10 milioni di euro o al 4% del fatturato.

Stop a diciture generiche come “green” ed “eco-friendly”

La normativa riguarda potenzialmente tutte le imprese che vendono prodotti o servizi ai consumatori finali e interviene sulle modalità con cui vengono presentate le caratteristiche ambientali e sociali dell’offerta.

Tra le principali novità segnalate da Confartigianato Verona c’è il divieto di utilizzare espressioni ambientali generiche come “green”, “eco-friendly” o “sostenibile” quando non siano adeguatamente dimostrate o supportate da certificazioni di terzi. L’obiettivo è evitare che messaggi promozionali possano attribuire a un prodotto qualità ambientali prive di riscontri verificabili.

Le imprese dovranno prestare attenzione anche alla portata delle dichiarazioni utilizzate. Non sarà infatti possibile presentare l’intero prodotto come rispettoso dell’ambiente quando il beneficio riguarda soltanto il packaging o un singolo componente.

Impatto zero, compensazioni e confronti tra prodotti

Le nuove regole intervengono anche sulle dichiarazioni relative alle emissioni. Un prodotto non potrà essere presentato come “a impatto zero” facendo affidamento esclusivamente su sistemi di compensazione, come l’acquisto di crediti di carbonio.

Maggiore attenzione sarà richiesta inoltre quando le aziende effettuano confronti tra prodotti sulla base di caratteristiche di sostenibilità. In questi casi dovranno essere garantite informazioni trasparenti sui criteri utilizzati, evitando comparazioni prive di elementi verificabili.

Tra gli aspetti coinvolti figurano anche durabilità, riparabilità e riciclabilità dei prodotti. Aumentano inoltre gli obblighi informativi verso i consumatori in materia di garanzia, disponibilità dei pezzi di ricambio e possibilità di riparazione.

Sanzioni AGCM fino a 10 milioni di euro

La violazione delle nuove disposizioni può essere qualificata come pratica commerciale scorretta. In questi casi può intervenire l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa.

Secondo quanto evidenziato da Confartigianato Verona, le multe possono raggiungere i 10 milioni di euro oppure, nelle ipotesi previste, il 4% del fatturato dell’impresa. Il nuovo quadro rende quindi necessario un controllo preventivo dei messaggi ambientali utilizzati nelle attività promozionali.

Etichette, siti e campagne pubblicitarie da verificare

Confartigianato Verona invita le aziende a controllare in anticipo etichette, siti internet, materiale pubblicitario, campagne promozionali e ogni altra comunicazione commerciale che contenga riferimenti alla sostenibilità.

Tra le attività suggerite figurano la verifica della conformità dei messaggi utilizzati, la raccolta della documentazione tecnica in grado di dimostrare le caratteristiche dichiarate, l’adeguamento di etichette e garanzie e il coinvolgimento dell’intera filiera produttiva.

Il cambiamento impone quindi alle imprese di trattare le informazioni ambientali come dati tecnici che devono poter essere documentati e verificati, riducendo lo spazio per slogan generici o dichiarazioni promozionali prive di elementi oggettivi a sostegno.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to