Verona, il 17 settembre la riforma della Protezione civile
15/09/2026
Giovedì 17 settembre l’Università di Verona ospita un incontro di studio dedicato alla riforma della responsabilità degli operatori di Protezione civile. Al centro del confronto ci sarà il DDL 1779 del 2026, approvato dal Senato il 4 agosto e ora identificato alla Camera come A.C. 3076, provvedimento che interviene sul delicato rapporto tra gestione delle emergenze, responsabilità degli operatori e conseguenze penali delle decisioni assunte durante eventi naturali o antropici.
Un confronto sulla responsabilità nella gestione delle emergenze
L’incontro, dal titolo “La riforma della responsabilità della protezione civile: modelli di responsabilità e riflessi operativi nella previsione, prevenzione e gestione dell’emergenza”, riunirà studiosi, giuristi, rappresentanti istituzionali ed esperti del settore. L’obiettivo è analizzare gli effetti operativi della riforma e individuare punti di forza e possibili criticità del nuovo impianto normativo.
Il tema riguarda un sistema chiamato quotidianamente a operare in un Paese esposto a numerose tipologie di rischio, dalle calamità naturali agli eventi provocati dall’attività umana. La gestione delle emergenze impone decisioni rapide a soggetti con responsabilità scientifiche, tecniche e amministrative, spesso in condizioni caratterizzate da informazioni incomplete e scenari in continua evoluzione.
Il DDL 1779 punta a ridefinire il quadro delle responsabilità
Il dibattito parte dalle difficoltà emerse nel rapporto tra prevenzione dei rischi e responsabilità penale. Secondo il quadro illustrato dal Comune di Verona, la ricerca delle responsabilità dopo eventi con conseguenze gravi può esporre chi opera nella gestione dell’emergenza a procedimenti giudiziari e favorire atteggiamenti eccessivamente difensivi nelle decisioni operative.
Il nuovo disegno di legge prova a individuare un equilibrio tra la necessità di tutelare la popolazione e quella di garantire agli operatori condizioni nelle quali poter assumere decisioni senza che ogni scelta venga valutata prescindendo dal contesto emergenziale nel quale è stata compiuta.
Nel documento viene richiamata anche l’esperienza maturata sul fronte della responsabilità sanitaria, dove l’ordinamento ha già introdotto regole specifiche per limitare il rimprovero penale in determinate circostanze.
A Verona nasce il progetto dell’Osservatorio OPED
Il convegno si collega a una progettualità più ampia coordinata dal professor Roberto Flor, ordinario di Diritto penale all’Università di Verona. Il progetto punta alla costituzione, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, dell’Osservatorio sulle responsabilità per la prevenzione e la gestione delle emergenze legate ai disastri naturali e antropici, OPED.
L’Osservatorio dovrebbe creare un confronto continuativo tra studiosi del diritto, esperti delle scienze naturali, istituzioni ed operatori della Protezione civile. Tra gli obiettivi indicati figurano lo scambio di competenze, il supporto scientifico e professionale e l’analisi delle difficoltà che emergono durante la previsione, la prevenzione e la gestione delle emergenze.
Al progetto hanno già manifestato interesse enti e istituti di ricerca di rilievo nazionale, elemento che potrebbe trasformare Verona in uno dei punti di riferimento per lo studio interdisciplinare delle responsabilità connesse ai disastri.
Zivelonghi: approfondire regole e responsabilità degli operatori
L’assessora alla Sicurezza del Comune di Verona Stefania Zivelonghi ha indicato l’appuntamento come un’occasione per approfondire gli aspetti normativi che riguardano chi lavora nella gestione delle emergenze. L’incontro consentirà di fare il punto sul quadro legislativo e sulle questioni che gli operatori devono conoscere nell’esercizio delle proprie funzioni.
Alla presentazione dell’evento hanno partecipato, insieme a Roberto Flor, anche Andrea Di Nicola dell’Università di Trento, Matteo Nicolini e Cecilia Pedrazza Gorlero dell’Università di Verona. Il confronto del 17 settembre porterà così nello stesso spazio competenze giuridiche, scientifiche e operative, mentre il percorso parlamentare della riforma prosegue dopo l’approvazione del Senato.
Articolo Precedente
Verona, manutentori antincendio a rischio stop dal 25 settembre
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.