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Servizio sociale: a Verona una giornata tra formazione, esperienze e nuove prospettive

16/04/2026

Servizio sociale: a Verona una giornata tra formazione, esperienze e nuove prospettive

Il servizio sociale torna al centro di una riflessione condivisa a Verona, dove la settima edizione della borsa di studio intitolata a Simonetta Perazzoli si accompagna a un momento di approfondimento che intreccia formazione accademica e pratica professionale. L’iniziativa, ospitata nell’Auditorium dell’Istituto Lavinia Mondin, si configura come uno spazio di confronto capace di mettere in dialogo studenti, operatori e istituzioni, offrendo una lettura concreta delle trasformazioni che attraversano il settore.

Il ricordo di Simonetta Perazzoli, assistente sociale del Comune di Verona scomparsa prematuramente, rimane il punto di partenza simbolico di una giornata che guarda al futuro della professione senza perdere il legame con i valori che ne hanno segnato il percorso. Dedizione, competenza e attenzione alla persona emergono come riferimenti costanti in un ambito che si confronta quotidianamente con situazioni complesse e spesso fragili.

Formazione e ricerca: il ruolo delle nuove generazioni

La borsa di studio viene assegnata quest’anno alla dott.ssa Nicole Caslini, il cui lavoro si concentra sul programma P.I.P.P.I., uno degli strumenti più rilevanti nel campo della prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori. La ricerca proposta si basa su un approccio che unisce analisi teorica e osservazione diretta, attraverso interviste agli operatori e una sperimentazione sul campo, restituendo una visione articolata delle dinamiche che caratterizzano l’intervento sociale.

Il riconoscimento, oltre al valore economico, rappresenta un passaggio significativo nel percorso di chi si prepara a entrare in una professione che richiede competenze tecniche, capacità relazionali e una costante disponibilità all’aggiornamento. Il legame tra università e territorio si manifesta proprio in questo tipo di iniziative, che favoriscono l’incontro tra formazione e realtà operativa.

Durante la giornata, spazio anche agli studenti del corso di laurea in Servizio Sociale dell’Università di Verona, chiamati a presentare un lavoro sviluppato in occasione della Giornata Mondiale del Servizio Sociale. Il loro contributo offre uno sguardo interno alla professione, evidenziando le aspettative e le criticità percepite da chi si affaccia a questo ambito in un contesto sociale caratterizzato da cambiamenti profondi.

Tra pratica professionale e narrazione del lavoro sociale

Accanto alla dimensione formativa, l’iniziativa propone un approfondimento sulle pratiche operative, con la presentazione dei dati relativi all’implementazione del programma P.I.P.P.I. nei servizi sociali del territorio veronese. Un passaggio che consente di osservare come strumenti normativi e metodologie di intervento si traducano concretamente nell’azione quotidiana degli operatori.

Il confronto si arricchisce inoltre del dialogo con Rossella Quattrocchi, assistente sociale e autrice, che attraverso la scrittura ha scelto di raccontare aspetti complessi legati alla tutela dei minori. La sua esperienza introduce una prospettiva diversa, in cui il racconto diventa strumento per restituire la profondità del lavoro sociale e per superare rappresentazioni spesso semplificate o distorte.

La giornata costruisce così un percorso che unisce ricerca, pratica e narrazione, offrendo un’occasione per riflettere sul ruolo dell’assistente sociale in una società attraversata da fragilità diffuse ma anche da nuove possibilità di intervento.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso le professioni sociali, riconoscendone il valore non solo sul piano operativo, ma anche come elemento essenziale nella costruzione di comunità più consapevoli e inclusive.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.