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Riforma artigianato, le Confederazioni replicano a Confindustria

28/09/2026

Riforma artigianato, le Confederazioni replicano a Confindustria

Confartigianato, CNA e Casartigiani respingono l’ipotesi che la riforma della legge quadro sull’artigianato possa creare distorsioni della concorrenza e chiedono che il confronto sul provvedimento venga mantenuto sul terreno tecnico e normativo. Le tre Confederazioni sono intervenute dopo le dichiarazioni del vicepresidente di Confindustria per la cultura d’impresa e la certezza del diritto, Francesco Somma, sostenendo che il testo allo studio del Governo contiene strumenti capaci di evitare effetti anticoncorrenziali.

Le associazioni: nessuna “zona grigia” tra le imprese

Secondo Confartigianato, CNA e Casartigiani, il progetto di riforma non avrebbe l’obiettivo di introdurre trattamenti privilegiati o differenze ingiustificate tra aziende che operano nello stesso mercato. Le organizzazioni sostengono che le soluzioni legislative in discussione siano state costruite proprio per neutralizzare possibili squilibri concorrenziali.

Le Confederazioni affermano inoltre di aver presentato proposte finalizzate a rendere la disciplina più chiara ed equilibrata, senza determinare nuovi costi per la finanza pubblica e senza introdurre disparità tra le imprese.

Il confronto riguarda in particolare il rapporto tra natura artigiana dell’impresa, dimensione aziendale e possibilità di crescita. Per le organizzazioni del settore, questi elementi non dovrebbero essere considerati incompatibili tra loro.

Il richiamo al quadro europeo e ai modelli di Francia e Germania

Uno dei punti centrali della posizione delle tre associazioni riguarda il rapporto con la disciplina europea sulle piccole imprese. Confartigianato, CNA e Casartigiani sostengono che escludere automaticamente le imprese artigiane dal perimetro delle piccole imprese sarebbe in contrasto con l’evoluzione del quadro europeo.

Nella loro ricostruzione, la dimensione dell’azienda e la sua natura artigiana non possono essere trattate come categorie rigidamente separate. A sostegno di questa impostazione vengono richiamati anche gli ordinamenti di Francia e Germania, dove, secondo le Confederazioni, non sarebbero previste limitazioni analoghe alla crescita dimensionale delle imprese artigiane.

Il tema diventa quindi quello della possibilità per un’impresa di crescere, investire e ampliare la propria struttura senza perdere automaticamente il riconoscimento della propria identità produttiva.

Innovazione, export e occupazione al centro della posizione artigiana

Le tre Confederazioni descrivono l’artigianato come una componente strutturale del sistema produttivo italiano, formata anche da imprese capaci di innovare, esportare, investire e creare occupazione.

Per questa ragione ritengono che la crescita dimensionale non debba trasformarsi in un elemento penalizzante. L’obiettivo indicato è arrivare a una disciplina che accompagni lo sviluppo delle aziende senza cancellarne la natura artigiana quando aumentano addetti, fatturato o capacità produttiva.

Confartigianato, CNA e Casartigiani insistono inoltre sul fatto che la competitività debba essere costruita attraverso investimenti, competenze, innovazione e produttività, escludendo che il rafforzamento delle imprese debba passare attraverso una riduzione dei salari o delle tutele dei lavoratori.

Il riferimento agli articoli 45 e 3 della Costituzione

Nella posizione comune viene richiamato anche il quadro costituzionale. Le Confederazioni citano l’articolo 45 della Costituzione, che riconosce una specifica tutela all’artigianato, collegandolo al principio generale previsto dall’articolo 3.

Secondo le associazioni, questa impostazione giustifica la possibilità di prevedere una disciplina specifica per il comparto, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio tra componente lavoro e componente capitale nell’organizzazione dell’impresa.

La richiesta rivolta al Governo è quindi quella di definire una normativa aggiornata, coerente con il quadro europeo e capace di sostenere la crescita senza modificare automaticamente la qualificazione artigiana delle aziende.

Il confronto con Confindustria resta aperto

La replica delle tre Confederazioni si inserisce in un confronto ancora aperto sulla riforma della disciplina di settore. Confartigianato, CNA e Casartigiani sostengono che la crescita delle imprese artigiane dovrebbe essere considerata un obiettivo condiviso dall’intero sistema produttivo e richiamano anche Confindustria alla necessità di sostenere strumenti capaci di favorire sviluppo e competitività.

Il nodo della discussione resta quindi la definizione dei criteri con cui distinguere e qualificare le imprese artigiane nel nuovo quadro normativo, cercando un equilibrio tra crescita dimensionale, concorrenza, specificità produttiva e coerenza con le regole europee.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.