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Montorio, visite gratuite al campo di concentramento il 26 e 27 settembre

21/09/2026

Montorio, visite gratuite al campo di concentramento il 26 e 27 settembre

Il Campo di concentramento e detenzione di Montorio, alle porte di Verona, aprirà alle visite guidate gratuite sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, con partenza alle ore 10. L’edificio si trova in aperta campagna, all’interno di una proprietà privata, ed è accessibile esclusivamente su appuntamento. Ogni visita potrà accogliere un massimo di circa 30-35 persone e avrà una durata compresa tra un’ora e un quarto e un’ora e mezza. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata singolarmente per ogni partecipante, compresi i minorenni.

Il 26 settembre il ricordo della Consulta Nazionale

La visita di sabato 26 settembre avrà anche un momento dedicato alla memoria istituzionale. Verrà ricordato il 26 settembre 1945, giorno in cui il presidente del Consiglio Ferruccio Parri aprì i lavori della Consulta Nazionale nell’aula di Montecitorio. L’organismo riuniva esponenti delle forze antifasciste e della Resistenza e accompagnò la fase di transizione verso il nuovo assetto democratico italiano.

Il Campo di Montorio è stato inserito dal Comune di Verona tra i luoghi cittadini legati alle commemorazioni del Giorno della Memoria. Dal 2022 la valorizzazione del sito è sostenuta anche da un Patto di Sussidiarietà stipulato tra l’amministrazione comunale e le associazioni montorioveronese.it ETS e Figli della Shoah, successivamente modificato nel luglio 2023.

Da Roma a Montorio, poi la deportazione verso Auschwitz

La storia del sito è legata alle persecuzioni avvenute durante l’occupazione nazista. Secondo la ricostruzione storica presentata dagli organizzatori, dalla metà di aprile del 1944 nella struttura della DAT La Colombara furono detenuti oltre 60 cittadini ebrei rastrellati a Roma, tra cui otto bambini.

Il gruppo era stato precedentemente trasferito a Verona e trattenuto in un edificio di Ponte Cittadella. Il 12 maggio 1944 i prigionieri furono prelevati e trasferiti al campo di Fossoli. Quattro giorni dopo vennero caricati su un convoglio ferroviario diretto ad Auschwitz. Delle persone appartenenti a quel gruppo, secondo la documentazione richiamata nella ricostruzione del sito, soltanto 11 sopravvissero alla deportazione.

La struttura di Montorio fu utilizzata anche per la detenzione di oppositori politici e familiari di renitenti alla leva. Tra i nomi ricordati figurano Matilde Lenotti, Concetta Fiorio e il padre di Lorenzo Fava, oltre a familiari di appartenenti al secondo Comitato di Liberazione Nazionale di Verona.

Prenotazione obbligatoria e percorso su terreno sterrato

Per partecipare alle visite del 26 e 27 settembre è necessario compilare l’apposito modulo di prenotazione. Al termine della procedura viene inviata una mail di conferma contenente le indicazioni necessarie per raggiungere il luogo, che non è normalmente accessibile liberamente.

Gli organizzatori consigliano un abbigliamento adatto a un’escursione in campagna, poiché il percorso comprende tratti di terreno sterrato e irregolare. Le persone con difficoltà motorie o esigenze specifiche sono invitate a contattare preventivamente i responsabili delle visite per verificare le modalità di accesso.

In caso di pioggia intensa l’appuntamento potrà essere annullato. Sono già previste ulteriori aperture il 24 e 25 ottobre, 28 e 29 novembre, 19 e 20 dicembre, sempre alle ore 10. I relativi moduli di prenotazione saranno resi disponibili nei primi dieci giorni del mese interessato.

Il sito riscoperto attraverso ricerche e testimonianze

Il Campo di concentramento e detenzione di Montorio è stato individuato nel luglio 2017 attraverso una specifica attività di ricerca accompagnata dalle testimonianze di persone che avevano memoria diretta del luogo. La riscoperta ha riportato l’attenzione su una pagina della storia veronese collegata sia alla persecuzione degli ebrei sia alla repressione degli oppositori durante l’occupazione tedesca.

Le visite guidate puntano quindi a ricostruire le vicende della struttura e delle persone che vi furono rinchiuse, inserendo la storia locale nel quadro più ampio della deportazione, della Resistenza e della persecuzione politica e razziale durante la Seconda guerra mondiale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.