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Castelvecchio guarda al digitale: a Verona debutta la nuova webapp per il museo

18/04/2026

Castelvecchio guarda al digitale: a Verona debutta la nuova webapp per il museo

Il Museo di Castelvecchio apre una nuova fase del proprio rapporto con il pubblico introducendo una webapp dedicata alla visita, uno strumento che punta a trasformare l’esperienza museale in qualcosa di più dinamico, leggibile e vicino alle abitudini contemporanee. La novità, presentata dal Comune di Verona attraverso la Direzione Musei Civici insieme al Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona, nasce da un lavoro condiviso che mette al centro la capacità del digitale di accompagnare il visitatore senza sostituirsi al valore diretto dell’opera e dello spazio.

L’obiettivo non è semplicemente aggiungere un supporto tecnologico al percorso espositivo, ma costruire una modalità di fruizione più articolata, capace di offrire approfondimenti, orientamento e nuovi livelli di interpretazione. In un luogo come Castelvecchio, dove la qualità delle collezioni si intreccia con l’allestimento firmato da Carlo Scarpa, la scelta di introdurre un navigatore culturale consultabile dallo smartphone assume un significato preciso: aiutare il visitatore a entrare nel museo con più strumenti, più chiavi di lettura e maggiore libertà di esplorazione.

Una webapp per leggere il museo con più profondità

La nuova applicazione consente di visitare il Museo di Castelvecchio attraverso contenuti accessibili tramite QR code, con materiali disponibili in italiano e in inglese. Il sistema è stato progettato per accompagnare il pubblico tra opere, ambienti e snodi architettonici, offrendo un racconto stratificato che rende più chiaro il dialogo tra il patrimonio artistico e il progetto museografico di Scarpa.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’integrazione della realtà aumentata su alcune opere e in determinati spazi del museo. Questa scelta introduce un livello di interazione che non appesantisce la visita, ma la rende più coinvolgente, anche per chi si avvicina all’arte con meno familiarità. Il tono, come è stato sottolineato durante la presentazione, vuole restare accessibile e aperto a tutti, compresi i visitatori più giovani, spesso più inclini a entrare in relazione con il patrimonio culturale quando il racconto si affida a linguaggi capaci di attivare curiosità e partecipazione.

Dietro la webapp c’è una collaborazione ampia, che ha visto lavorare insieme il Comune di Verona, l’Università e Capitale Cultura Group, con un ruolo rilevante nello sviluppo tecnologico dell’architettura digitale, dei sistemi interattivi e delle soluzioni immersive applicate al percorso di visita. Il risultato è uno strumento pensato per crescere nel tempo, con ulteriori contenuti in più lingue e con un’attenzione dichiarata anche all’accessibilità sensoriale.

Il digitale come strumento di valorizzazione e sostenibilità culturale

La webapp non arriva come episodio isolato, ma si inserisce in un progetto più ampio sviluppato tra il 2023 e il 2025 nell’ambito del PNRR iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem. All’interno di questo quadro, dedicato all’innovazione e al trasferimento tecnologico in alcuni settori strategici del Nord-Est, Verona ha sperimentato un percorso in cui cultura, turismo, alimentazione e sostenibilità sono stati messi in relazione attraverso strumenti concreti.

Accanto alla webapp è stato infatti realizzato anche il video-documentario Rosso come il vino, bianco come il pane. Suggestioni dalle collezioni civiche veronesi, disponibile sui canali YouTube dei Musei Civici di Verona e del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università. Il documentario propone un itinerario attraverso la rappresentazione del cibo e del vino nell’arte veronese, mettendo in dialogo la dimensione storico-artistica con questioni molto attuali, legate alla produzione alimentare, all’identità del territorio e alla sostenibilità.

Il progetto, inoltre, ha trovato continuità anche in una serie di incontri e laboratori ospitati al Museo di Storia Naturale, dedicati al tema dei cibi del futuro e rivolti alla cittadinanza, ai docenti e agli operatori didattici. In questo passaggio si coglie bene la direzione intrapresa: il museo non come spazio chiuso, ma come luogo che partecipa al dibattito contemporaneo e che usa il patrimonio per aprire riflessioni nuove.

La nuova webapp di Castelvecchio si colloca proprio dentro questa visione. Non serve a semplificare banalmente la visita, ma a renderla più consapevole, più ricca e più adatta a un pubblico che oggi chiede strumenti capaci di unire qualità dei contenuti, immediatezza d’uso e profondità narrativa. Verona sceglie così di investire su una digitalizzazione che non si limita all’effetto di novità, ma lavora sulla capacità di far parlare il museo con una voce più vicina al presente.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.

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