Caldo estremo, agricoltura UE in crisi: mais Italia fino a -70%
02/09/2026
Il caldo estremo dell’estate 2026 sta lasciando danni pesanti sull’agricoltura europea, con perdite che interessano colture, allevamenti e disponibilità di mangimi. Secondo l’analisi presentata dal Copa-Cogeca al commissario europeo Christophe Hansen e al ministro irlandese Martin Heydon, tra i Paesi maggiormente colpiti figurano Slovenia, Austria, Francia e Italia. Nel nostro Paese la produzione di mais registra cali medi stimati tra il 20% e il 25%, con punte fino al 70% nelle aree non irrigue, mentre in alcune zone la produzione di latte è già diminuita tra il 10% e il 15%.
Mais, cereali e semi oleosi tra le colture più colpite
Il quadro tracciato dalle organizzazioni agricole europee mostra difficoltà diffuse soprattutto nell’Europa meridionale, centrale e occidentale. Oltre ai quattro Paesi maggiormente interessati, danni significativi vengono segnalati anche in Spagna, Ungheria, Germania, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda e Romania.
Le colture erbacee risultano tra le più esposte. Cereali, mais e semi oleosi hanno subito forti riduzioni delle rese. Per il mais, la Slovenia stima perdite comprese tra il 50% e il 70%, mentre in Francia il calo raggiunge il 40%. In Italia la flessione media è indicata tra il 20% e il 25%, ma nelle zone prive di irrigazione le perdite possono arrivare al 70%.
Problemi vengono registrati anche per patate, barbabietole da zucchero e ortaggi, soprattutto nei territori dove l’accesso all’acqua è più limitato. Frutta, uva e olive hanno invece risentito dello stress termico, con scottature, caduta anticipata dei prodotti e riduzioni delle dimensioni e della qualità.
Frutta e vigneti in difficoltà, in Croazia produzione giù del 30%
Le conseguenze risultano particolarmente marcate in Croazia, Italia, Slovenia e Spagna. In Croazia la produzione di frutta e uva viene stimata in diminuzione di circa il 30%, mentre oltre il 90% degli uliveti non dispone di sistemi di irrigazione.
La disponibilità di acqua emerge quindi come uno dei nodi centrali dell’attuale crisi. Le alte temperature prolungate aumentano il fabbisogno idrico proprio mentre numerosi territori agricoli europei dispongono di infrastrutture insufficienti per sostenere coltivazioni sottoposte a stress termico prolungato.
Latte in calo fino al 15% e meno foraggio per gli allevamenti
Gli effetti raggiungono anche la zootecnia. La riduzione dei pascoli e della produzione di foraggi ha determinato forti perdite nella disponibilità di fieno: almeno il 50% in Ungheria e tra il 30% e il 90% nelle zone maggiormente colpite della Germania.
Carenze di mangimi vengono segnalate anche da Francia, Slovenia, Spagna e Irlanda. In alcune aree europee, compresa l’Italia, la produzione di latte è diminuita tra il 10% e il 15%. Gli allevamenti devono inoltre affrontare problemi legati al benessere degli animali e maggiori spese per l’acquisto di alimenti destinati al bestiame.
Il Copa-Cogeca segnala che questi costi rischiano di pesare anche nei prossimi mesi, soprattutto in vista dell’inverno, quando la disponibilità di scorte alimentari per gli allevamenti potrebbe diventare ancora più delicata.
Copa-Cogeca chiede interventi immediati all’Unione europea
Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, insieme ai rappresentanti del Copa-Cogeca, ha portato il quadro al confronto con le istituzioni europee in vista del prossimo Agrifish di Dublino.
Le organizzazioni agricole chiedono una risposta comunitaria più rapida e coordinata. Tra le richieste figurano sostegni immediati alla liquidità delle imprese, maggiore flessibilità nell’utilizzo degli strumenti della PAC, investimenti nelle infrastrutture irrigue, varietà agricole più resilienti e sistemi più efficaci di gestione del rischio.
Nel medio periodo vengono inoltre indicati interventi sulla Direttiva Nitrati, la sospensione del CBAM e l’attuazione dell’Omnibus Food and Feed, con l’obiettivo di ridurre alcuni vincoli burocratici e agevolare l’accesso agli strumenti necessari per proteggere le produzioni.
Per Copa-Cogeca, la successione di eventi meteorologici estremi impone una revisione delle politiche agricole europee. La futura PAC, l’OCM e il Fondo europeo per la competitività vengono indicati come strumenti attraverso i quali finanziare adattamento climatico, innovazione, gestione dell’acqua e protezione economica delle aziende agricole.
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