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Bonus GPL e metano, fino a 800 euro per le auto Euro 3

16/07/2026

Bonus GPL e metano, fino a 800 euro per le auto Euro 3

Sono tornati operativi gli incentivi per l’installazione di impianti aftermarket a GPL o metano compresso sugli autoveicoli destinati al trasporto di persone. Il nuovo piano per la filiera automotive, disciplinato dal Dpcm del 10 giugno 2026 ed entrato in vigore il 26 giugno, riconosce un contributo fisso di 400 euro per gli impianti GPL e di 800 euro per quelli a metano CNG.

L’agevolazione riguarda le automobili appartenenti alla categoria M1, vale a dire i veicoli con un massimo di nove posti compreso quello del conducente. Per accedere al beneficio, l’auto deve essere omologata in una classe ambientale non inferiore a Euro 3 e l’impianto installato deve essere nuovo.

Chi può richiedere il contributo

Il bonus è destinato sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche che commissionano la trasformazione del veicolo presso un installatore autorizzato. Possono quindi beneficiarne cittadini, professionisti, associazioni e imprese proprietarie di automobili compatibili con i requisiti fissati dal provvedimento.

Sono escluse le persone giuridiche che esercitano attività di commercio di autoveicoli M1. Concessionari e rivenditori non potranno dunque richiedere il contributo per le vetture comprese nella propria attività commerciale.

La misura interessa esclusivamente l’installazione successiva all’acquisto del veicolo. Il finanziamento non riguarda automobili già prodotte e immatricolate con alimentazione GPL o metano, ma gli interventi effettuati dalle officine per aggiungere un nuovo sistema di alimentazione.

Sconto immediato applicato dall’officina

Il cliente riceverà l’incentivo direttamente attraverso uno sconto in fattura. L’installatore detrarrà quindi 400 o 800 euro dal costo complessivo del materiale, della manodopera e delle attività necessarie alla trasformazione del veicolo.

L’importo anticipato sarà successivamente rimborsato all’officina dall’impresa costruttrice dell’impianto. Quest’ultima recupererà la somma sotto forma di credito d’imposta nell’esercizio in cui viene completato l’aggiornamento della carta di circolazione.

Il meccanismo consente al proprietario dell’auto di ottenere subito la riduzione del prezzo, senza dover presentare una richiesta autonoma di rimborso dopo il pagamento. Per le officine resta però necessario seguire correttamente ogni passaggio documentale, dalla fattura fino all’aggiornamento dei dati del veicolo.

Disponibili 20 milioni di euro fino al 2030

Il piano dispone di risorse distribuite su più annualità. Per il 2026 sono stati stanziati 4 milioni di euro. Dal 2027 al 2029 la dotazione sarà pari a 5 milioni per ciascun anno, mentre per il 2030 è previsto un ulteriore milione.

La misura resterà in vigore fino al 31 marzo 2030, salvo esaurimento delle risorse disponibili o successive modifiche normative. Complessivamente, il programma mette a disposizione 20 milioni di euro per sostenere la conversione dei veicoli e l’attività delle imprese della filiera.

Gli incentivi possono essere riconosciuti per le installazioni effettuate dopo il 26 giugno 2026, data di entrata in vigore del Dpcm. La decorrenza del beneficio non coincide però con l’apertura della piattaforma informatica destinata alla prenotazione dei fondi.

Il portale Invitalia sarà aperto in una fase successiva

La piattaforma gestita da Invitalia dovrebbe diventare accessibile nelle settimane successive. Gli interventi già eseguiti a partire dal 26 giugno potranno essere inseriti nel sistema quando il servizio di prenotazione sarà attivato.

Le procedure operative seguiranno il modello stabilito dal decreto direttoriale del 3 giugno 2024 del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per installatori e costruttori non sono quindi previste modifiche sostanziali rispetto al sistema utilizzato per la precedente misura.

Le officine che effettuano trasformazioni a GPL o metano devono conservare con attenzione fatture, certificazioni dell’impianto, documentazione tecnica, dati del veicolo e attestazioni relative all’aggiornamento della carta di circolazione. Questi elementi saranno necessari per registrare gli interventi e richiedere la prenotazione delle risorse.

Installatori chiamati a preparare le pratiche

La riattivazione degli incentivi coinvolge direttamente le imprese di autoriparazione, che dovranno informare i clienti sui requisiti, verificare la classe ambientale del veicolo e applicare correttamente lo sconto previsto.

Prima dell’apertura del portale, le aziende potranno predisporre le pratiche relative agli interventi già conclusi, così da procedere rapidamente al caricamento dei dati. La concessione effettiva del bonus resterà legata alla disponibilità dei fondi e alla corretta registrazione dell’operazione nel sistema informatico.

Per gli automobilisti interessati, il primo passaggio consiste nel verificare che il veicolo appartenga alla categoria M1 e sia almeno Euro 3. Sarà poi necessario rivolgersi a un’officina abilitata, chiedendo conferma dell’applicabilità dell’incentivo e della documentazione richiesta per completare la trasformazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.