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Apicoltura, FAI-MIC-UNAAPI chiedono un sostegno PAC al reddito

07/09/2026

Apicoltura, FAI-MIC-UNAAPI chiedono un sostegno PAC al reddito

Un sostegno accoppiato al reddito specifico per l’apicoltura, finanziato con risorse sufficienti a incidere concretamente sui bilanci delle aziende. È la richiesta presentata congiuntamente dalla Federazione Apicoltori Italiani (FAI), da Miele in Cooperativa (MIC) e dall’Unione Nazionale Associazioni degli Apicoltori Italiani (UNAAPI) al Dipartimento della Politica agricola comune e dello Sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

La richiesta delle associazioni per la nuova PAC

Le tre organizzazioni chiedono che il settore apistico possa beneficiare di uno strumento economico strutturale, sotto forma di pagamento annuale, destinato alle imprese che operano in condizioni considerate particolarmente difficili sotto il profilo economico, sociale o ambientale.

Secondo FAI, MIC e UNAAPI, la proposta può poggiare su una base giuridica già prevista dalla disciplina europea. Gli Stati membri hanno infatti la possibilità di sostenere agricoltori attivi in determinati settori, prodotti o tipologie produttive che attraversano difficoltà e rivestono una particolare importanza socioeconomica o ambientale. Tra i comparti che possono essere interessati dal sostegno basato sugli animali rientrano espressamente anche i prodotti dell’apicoltura.

Le rappresentanze del settore sostengono di aver lavorato a lungo per creare le condizioni normative necessarie, portando la questione sia a livello europeo sia nelle sedi istituzionali nazionali.

Produzioni e ricavi in calo fino al 50%

Alla base della richiesta ci sono le difficoltà economiche affrontate dalle aziende apistiche. Secondo le organizzazioni, in Italia e in altri Paesi dell’Unione europea si stanno registrando riduzioni delle produzioni e dei ricavi comprese tra il 25% e il 50%, mentre restano elevati i costi fissi necessari per mantenere gli alveari e garantire la continuità dell’attività.

Tra le cause indicate figurano eventi climatici estremi, siccità, gelate, cambiamenti nella durata e nella successione delle fioriture e una minore disponibilità di nettare. A questi fattori si aggiungono il degrado degli ecosistemi, l’aumento delle spese di produzione e dei costi necessari per la movimentazione degli alveari.

Le associazioni richiamano inoltre le pressioni provenienti dal mercato, che in alcuni casi vengono descritte come forme di concorrenza sleale capaci di comprimere ulteriormente i margini delle imprese professionali.

Un aiuto per stabilizzare il reddito delle aziende

FAI, MIC e UNAAPI considerano il sostegno accoppiato uno strumento capace di compensare e stabilizzare il reddito degli apicoltori, soprattutto per le aziende con un’attività economica maggiormente esposta alle difficoltà del comparto.

L’intervento avrebbe anche l’obiettivo di tutelare il patrimonio apistico nazionale e le funzioni ambientali collegate alla presenza delle api. Le organizzazioni mettono infatti in relazione la tenuta economica delle imprese con la capacità di garantire servizi ecosistemici e agro-ambientali legati all’attività apistica.

La richiesta nasce dalla valutazione secondo cui molti dei problemi che interessano il comparto non possono più essere considerati fenomeni occasionali. Le criticità climatiche, ambientali ed economiche vengono descritte come condizioni ormai strutturali, tali da mettere sotto pressione la sopravvivenza delle aziende orientate professionalmente alla produzione.

La proposta trasmessa al Ministero dell’Agricoltura

Il documento congiunto è stato quindi inviato al Dipartimento competente del Masaf affinché la misura venga valutata nell’ambito della nuova programmazione della Politica agricola comune.

La richiesta delle tre principali rappresentanze apistiche punta a ottenere una dotazione finanziaria proporzionata alle difficoltà del comparto, evitando che l’eventuale misura abbia un impatto limitato sui redditi. Il confronto si sposta ora sul piano istituzionale, dove dovrà essere valutata la possibilità di inserire concretamente questo strumento tra gli interventi destinati all’agricoltura italiana.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.