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Veneto Energia, 23 milioni per imprese e professionisti

06/07/2026

Veneto Energia, 23 milioni per imprese e professionisti

Il Fondo Veneto Energia resta aperto con 23 milioni di euro disponibili per imprese e professionisti che intendono investire in efficienza energetica, riduzione delle emissioni e impianti alimentati da fonti rinnovabili. La Regione Veneto rilancia così la propria risposta al caro bollette, dopo i dati diffusi da Confartigianato che indicano il Veneto come seconda regione italiana per aumento dei prezzi di elettricità e gas.

Bitonci: sostegno concreto contro il caro energia

A intervenire è l’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche energetiche, Massimo Bitonci, che collega il tema del costo dell’energia alla competitività del sistema produttivo veneto. Secondo l’assessore, i rincari continuano a pesare in modo rilevante su aziende, attività artigiane, studi professionali e filiere locali, incidendo sui margini e sulla capacità di programmare nuovi investimenti.

La misura attiva riguarda la Sezione Efficientamento energetico delle imprese del Fondo Veneto Energia, finanziata con le risorse dell’Azione 2.1.2 del Programma regionale FESR e gestita da Veneto Innovazione S.p.A. Il bando sostiene interventi finalizzati a ridurre i consumi, migliorare le prestazioni energetiche degli immobili produttivi e favorire l’autoproduzione da fonti rinnovabili.

Per la Regione, il fondo rappresenta uno strumento operativo per accompagnare le aziende in una fase in cui il prezzo dell’energia resta uno dei fattori più delicati per la tenuta economica del territorio. L’obiettivo è alleggerire i costi, rafforzare la competitività e spingere il sistema produttivo verso tecnologie più efficienti.

Zone per le rinnovabili e procedure più rapide

Accanto agli incentivi, la Giunta regionale ha approvato le Zone di Accelerazione per gli impianti da fonti rinnovabili, con l’intento di rendere più veloce l’avvio degli investimenti nel settore energetico. Entro la fine di luglio è attesa anche l’approvazione delle ulteriori Zone Idonee, destinate a individuare con maggiore precisione le aree dove potranno essere realizzati nuovi impianti.

Il provvedimento, nelle intenzioni della Regione, dovrà garantire maggiore certezza agli operatori e introdurre semplificazioni amministrative. La cornice indicata da Bitonci punta a ridurre i tempi delle procedure, favorendo interventi compatibili con il territorio e capaci di aumentare la produzione locale di energia pulita.

Autonomia energetica e concessioni idroelettriche

La Regione guarda anche alla gestione delle concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029. È già stato affidato l’incarico per individuare un gruppo di esperti chiamato a elaborare la soluzione societaria più adatta a rafforzare l’autonomia energetica del Veneto. Per l’assessore, la gestione dell’idroelettrico rappresenta una scelta strategica, legata alla valorizzazione di una risorsa storica del territorio.

Nel programma regionale rientra anche il sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Bitonci conferma la volontà di proseguire con attività di formazione, informazione e accompagnamento rivolte agli enti locali, in collaborazione con i Comuni veneti. L’obiettivo è favorire la nascita di nuove comunità energetiche e permettere a cittadini, imprese e amministrazioni di condividere produzione e consumo di energia rinnovabile.

La linea indicata dalla Regione unisce quindi incentivi, semplificazioni e pianificazione. Il caro bollette resta una pressione concreta per il tessuto economico veneto, ma Palazzo Balbi punta a rispondere con strumenti finanziari aperti, nuove aree per le rinnovabili e un percorso orientato a maggiore sicurezza energetica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.