Po ai minimi a Ferrara, agricoltura in allarme per la siccità
13/07/2026
La portata del fiume Po è scesa a circa 300 metri cubi al secondo, contro valori estivi ordinari compresi tra 1.000 e 1.500. Il dato, rilevato all’inizio di luglio, preoccupa il settore agricolo della Pianura Padana e apre nuovi interrogativi sulla disponibilità di acqua per le coltivazioni. A descrivere la situazione è stato Nicola Gherardi, imprenditore agricolo ferrarese e componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, intervenuto nel programma “Si può fare” su Radio24.
La portata del Po scende a 300 metri cubi al secondo
Gherardi ha raccontato le difficoltà osservate quotidianamente nel territorio di Ferrara, attraversato dal principale corso d’acqua del bacino padano. La riduzione della portata arriva dopo mesi caratterizzati da precipitazioni irregolari e disponibilità idriche inferiori alle necessità delle imprese agricole.
Il divario rispetto alle condizioni considerate normali è particolarmente ampio. Una portata di 300 metri cubi al secondo rappresenta infatti meno di un terzo del livello minimo generalmente registrato durante un’estate ordinaria. Il periodo dell’anno rende il quadro ancora più delicato, poiché la richiesta di acqua per l’irrigazione cresce proprio nei mesi in cui le riserve diminuiscono.
Le conseguenze riguardano numerose produzioni della Pianura Padana. Mais, frutteti, ortaggi e colture industriali richiedono apporti regolari, mentre la scarsità d’acqua può obbligare le aziende a ridurre i turni irrigui, modificare i programmi colturali oppure sostenere costi maggiori per salvaguardare i raccolti.
Il cuneo salino minaccia terreni e sistemi irrigui
Tra i problemi segnalati da Confagricoltura figura l’avanzamento del cuneo salino, fenomeno che si verifica quando l’acqua del mare risale il corso del fiume a causa della debole spinta dell’acqua dolce verso la foce. La salinità può raggiungere le prese utilizzate per l’irrigazione, rendendo l’acqua inadatta a diverse colture e danneggiando progressivamente i terreni.
Il rischio è particolarmente concreto nel Delta del Po e nelle aree agricole vicine alla costa adriatica. L’utilizzo di acqua salmastra può compromettere la fertilità del suolo, ridurre la produttività delle piante e causare effetti che non si esauriscono con la fine della stagione siccitosa.
La carenza idrica incide anche sugli ecosistemi fluviali, sulla qualità dell’acqua e sulla capacità dei territori di garantire un approvvigionamento stabile alle attività produttive. Per le imprese agricole, la gestione dell’emergenza richiede quindi interventi immediati, ma anche una programmazione capace di affrontare periodi prolungati con precipitazioni insufficienti.
Sensori, satelliti e droni per ridurre gli sprechi
Gherardi ha indicato nelle tecnologie per l’agricoltura di precisione uno degli strumenti disponibili per utilizzare meglio le risorse residue. Sensori, satelliti e droni possono rilevare il livello di umidità dei terreni, individuare le zone che necessitano realmente di irrigazione e calcolare il fabbisogno delle diverse colture.
Questi sistemi permettono di distribuire l’acqua in modo più mirato, evitando interventi uniformi su superfici che presentano condizioni differenti. La tecnologia può aiutare le aziende a limitare gli sprechi e a proteggere le produzioni, ma non può compensare da sola la mancanza strutturale di riserve idriche.
Accumuli e rinaturazione al centro delle richieste agricole
L’esponente di Confagricoltura ha richiamato la necessità di realizzare sistemi di accumulo capaci di raccogliere l’acqua durante i periodi più piovosi, in particolare nei mesi invernali, per renderla disponibile durante l’estate. Bacini, invasi e infrastrutture di distribuzione potrebbero ridurre la dipendenza dalle precipitazioni stagionali e garantire maggiore continuità alle attività agricole.
Tra le misure indicate rientrano anche gli interventi di rinaturazione del territorio, utili a migliorare la capacità del suolo di trattenere l’acqua e rallentarne il deflusso. Per Confagricoltura, la gestione della siccità richiede una combinazione tra innovazione tecnologica, manutenzione della rete idrica e investimenti pubblici destinati alla conservazione delle risorse.
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