Ortofrutta, imballaggi in plastica consentiti fino al 2030
29/09/2026
Gli imballaggi monouso in plastica utilizzati per confezionare prodotti ortofrutticoli freschi, erbe aromatiche, funghi coltivati e prodotti di IV gamma in confezioni inferiori a 1,5 chilogrammi potranno continuare a essere utilizzati senza l’obbligo immediato di ricorrere a materiali compostabili. La novità arriva dal Senato, che in prima lettura ha approvato la conversione del decreto-legge n. 143/2026 introducendo il comma 2-bis, destinato ad avere effetti diretti sulle imprese della filiera ortofrutticola.
Per le imprese resta possibile utilizzare gli imballaggi attuali
La disposizione chiarisce che, per le confezioni interessate, non scatta nell’immediato l’obbligo di utilizzare imballaggi compostabili. Le aziende possono quindi proseguire con le soluzioni in plastica tradizionale nel rispetto del Regolamento europeo 2025/40, che colloca dal 2030 alcune delle restrizioni operative previste per questa tipologia di confezionamento.
Per CNA Agricoltori la misura permette al settore di evitare un adeguamento anticipato che avrebbe comportato nuovi costi in una fase già segnata dall’aumento delle spese legate a produzione, energia, logistica e materie prime.
Il presidente nazionale di CNA Agricoltori, Francesco Annino, ha definito la scelta una risposta pragmatica alle condizioni in cui operano le imprese. La sostituzione immediata degli imballaggi tradizionali con alternative compostabili certificate, secondo l’associazione, avrebbe potuto determinare ulteriori oneri economici e organizzativi, anche considerando una disponibilità di soluzioni alternative che non risulta ancora omogenea lungo tutta la filiera.
La scadenza del 2030 resta il riferimento per la transizione
Il provvedimento non elimina però il percorso verso una riduzione dell’utilizzo degli imballaggi tradizionali. Per CNA, la fase che separa le aziende dal 2030 deve essere considerata un periodo utile per organizzare progressivamente gli investimenti necessari e valutare l’evoluzione delle tecnologie e dei materiali disponibili.
Le imprese avranno quindi più tempo per verificare le caratteristiche delle alternative compostabili, individuare fornitori adeguati e programmare eventuali modifiche nei processi di confezionamento evitando interventi concentrati a ridosso delle future scadenze europee.
L’associazione ritiene inoltre possibile che la crescita della domanda e il consolidamento delle filiere produttive rendano nel tempo i materiali alternativi più accessibili dal punto di vista economico e più affidabili sul piano tecnico. L’intervallo temporale concesso dalla nuova disposizione potrebbe quindi essere utilizzato per accompagnare il cambiamento senza trasferire immediatamente sulle aziende tutti i costi della transizione.
CNA invita le aziende a programmare già gli investimenti
La posizione espressa da CNA Agricoltori è quindi favorevole al differimento degli obblighi, ma accompagnata dall’invito a non considerarlo una sospensione del percorso di adeguamento. La pianificazione, secondo l’associazione, dovrebbe partire prima dell’entrata in vigore delle restrizioni previste a livello europeo.
Per le aziende ortofrutticole la modifica approvata dal Senato rappresenta soprattutto un margine operativo aggiuntivo: consente di mantenere nel breve periodo gli attuali sistemi di confezionamento e, contemporaneamente, di distribuire su più anni le decisioni relative agli investimenti, ai nuovi materiali e all’organizzazione della filiera.
Il passaggio parlamentare offre così al comparto una fase di preparazione verso il 2030, mentre resta da seguire l’iter di conversione del decreto e l’evoluzione delle disposizioni europee che regoleranno progressivamente l’impiego degli imballaggi nel settore alimentare.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to