CNA, giovani e imprese: focus su lavoro e migrazioni
29/06/2026
Occupazione giovanile, ricambio generazionale nelle imprese e flussi migratori qualificati sono stati al centro dell’intervento di Antonio Licchetta, responsabile politiche sociali e previdenziali di CNA, durante l’iniziativa promossa da Noi Moderati dedicata a giovani, demografia e politiche migratorie. Per la Confederazione, la questione non riguarda soltanto il lavoro, ma la capacità del Paese di sostenere il proprio sistema produttivo e sociale nei prossimi anni.
Giovani, formazione e competenze richieste dalle imprese
Licchetta ha richiamato un dato demografico rilevante: al 1° gennaio 2026 i giovani tra i 20 e i 34 anni sono circa 9,3 milioni, con una riduzione di 160mila unità rispetto al 2019. A questo quadro si aggiunge la presenza di circa 1,5 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, mentre molte imprese continuano a segnalare difficoltà nel reperire profili adeguati.
Per CNA la priorità è rendere la formazione più vicina ai fabbisogni produttivi, rafforzando competenze tecniche, digitali e finanziarie. L’obiettivo è costruire percorsi capaci di accompagnare i giovani verso l’occupazione, l’autoimpiego e l’impresa, evitando che il divario tra domanda e offerta di lavoro continui a frenare la competitività del sistema economico.
Ricambio generazionale nelle piccole imprese
Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato alla trasmissione d’impresa. In un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e piccolissime aziende, spesso familiari, il passaggio generazionale rappresenta una sfida decisiva. Secondo CNA, con il 33% degli imprenditori sopra i 60 anni, il rischio è che attività ancora solide chiudano non per mancanza di mercato, ma per l’impossibilità di trasferire competenze, relazioni commerciali e saper fare.
Tra le criticità indicate figurano l’accesso al credito per i giovani aspiranti imprenditori, incentivi pubblici troppo orientati alle startup innovative e meno alla continuità aziendale, oltre a una burocrazia ancora lenta e onerosa. CNA propone per questo di adattare strumenti già esistenti, come la Nuova Sabatini e il Fondo di Garanzia per le Pmi, anche ai percorsi di subentro e trasmissione d’impresa.
Lavoro artigiano e flussi migratori qualificati
Licchetta ha richiamato anche la necessità di restituire piena dignità culturale al lavoro manuale e artigiano. In una fase segnata dall’intelligenza artificiale, le attività creative, tecniche e non ripetitive possono rappresentare ambiti meno esposti alla sostituzione tecnologica e più interessanti per le nuove generazioni.
Il paradosso del mercato del lavoro resta forte: nel 2025 quasi sei imprese artigiane su dieci, il 59,7%, non sono riuscite a trovare i profili necessari, in particolare saldatori, meccanici, addetti alle macchine utensili, autotrasportatori e impiantisti. In questo quadro, CNA considera strategica una programmazione più efficace dei flussi migratori, accompagnata da percorsi di formazione pre-partenza nei Paesi d’origine.
I progetti pilota promossi dalla Confederazione con partner italiani ed europei, in particolare nell’area mediterranea, puntano a preparare competenze professionali, linguistiche e civiche prima dell’arrivo in Italia. L’obiettivo indicato da Licchetta è costruire percorsi di inserimento utili alle imprese e dignitosi per le persone, capaci di contribuire alla produttività, al ricambio generazionale e alla coesione sociale del Paese.
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