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“Vita di coppia: istruzioni per l’uso”, il Comune di Verona avvia un corso laico e gratuito per coppie e famiglie

22/01/2026

“Vita di coppia: istruzioni per l’uso”, il Comune di Verona avvia un corso laico e gratuito per coppie e famiglie

Il Comune di Verona apre un nuovo capitolo nei Servizi alla Persona con “Vita di coppia: istruzioni per l’uso”, percorso gratuito e aperto alla cittadinanza pensato per chi sceglie matrimonio civile, unione civile o convivenza di fatto. L’idea di fondo è lineare: le decisioni che riguardano affetti, casa, patrimonio e figli incidono sulla vita quotidiana con un peso concreto, e meritano un accompagnamento pubblico che non sia limitato alla sola dimensione burocratica.

La proposta nasce da un indirizzo politico preciso. Il Consiglio comunale ha approvato la Mozione n. 454 il 30 aprile 2025, su impulso – tra gli altri – dei consiglieri Beatrice Verzè e Alberto Falezza. La Giunta comunale ha poi formalizzato il progetto con deliberazione n. 15 del 13 gennaio 2026, su proposta della vicesindaca e assessora alla Parità di genere Barbara Bissoli. La presentazione del corso ha visto anche la presenza del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, Mauro Regis, a sottolineare la collaborazione istituzionale su uno dei due pilastri del programma.

Diritti, doveri e scelte patrimoniali: il modulo giuridico

Il primo modulo mette al centro il quadro normativo che accompagna le diverse forme di unione: matrimonio, unioni civili e convivenze di fatto. L’obiettivo dichiarato è offrire orientamento con un linguaggio accessibile, evitando che le scelte più impegnative vengano compiute “per abitudine” o per imitazione, senza aver misurato gli effetti pratici.

La collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona garantisce un taglio tecnico, affidato a professioniste esperte di diritto di famiglia. Tra i temi annunciati figurano regimi patrimoniali, responsabilità reciproche, diritti e doveri delle parti, filiazione e strumenti di tutela: snodi che, nella vita reale, emergono quando si firma un contratto di locazione, si acquista un immobile, si apre un conto cointestato, si affrontano decisioni per i figli o si attraversa un cambio di lavoro. Portare questi aspetti dentro un corso pubblico significa provare a ridurre equivoci e contenziosi, e costruire una base di consapevolezza che spesso arriva troppo tardi, quando la tensione è già salita.

Falezza, delegato alle Politiche familiari, ha richiamato un dato che aiuta a capire il perché dell’iniziativa: nel 2024 i matrimoni civili a Verona hanno rappresentato il 70% del totale. È un segnale che spinge l’ente locale a progettare strumenti adatti alle scelte laiche, con la stessa dignità e attenzione che, per tradizione, hanno avuto percorsi legati ai riti religiosi.

Relazioni, conflitti e genitorialità: il modulo emotivo-educativo

La seconda parte, ideata dal Comune attraverso l’assessorato alla Parità di genere (che segue anche i Servizi Antiviolenza), entra nella materia meno codificabile ma spesso decisiva: la qualità della relazione. Qui il lavoro è affidato a psicologhe/i ed educatrici del Comune con esperienza su affettività e genitorialità, con un taglio che intende fornire strumenti di lettura dei segnali e pratiche di gestione dei conflitti, mantenendo il rispetto personale reciproco come orizzonte operativo.

L’impianto tocca dinamiche di coppia, comunicazione, stereotipi di genere, condivisione dei carichi di cura e percorso di genitorialità. Bissoli, presentando il progetto come nuovo servizio cittadino, ha insistito sull’idea che prevenzione e tutela passino anche da un’alfabetizzazione emotiva: riconoscere i segnali di escalation, distinguere un dissenso da un’aggressione, imparare a nominare i bisogni e a negoziare le scelte senza scivolare nell’umiliazione o nel ricatto, con attenzione anche agli effetti che i conflitti producono sui figli.

Verzè, consigliera delegata alle Pari opportunità, ha descritto il corso come risposta pubblica a un “vuoto istituzionale” e come estensione a tutte le coppie di opportunità di consapevolezza finora più frequenti nei percorsi legati ai matrimoni religiosi. Nel racconto amministrativo, il riferimento a modelli già sperimentati in città come Milano e Firenze serve a collocare Verona dentro una traiettoria più ampia: l’ente locale che non si limita a registrare un atto, ma prova a sostenere responsabilità e benessere con strumenti accessibili.

Come partecipare e cosa aspettarsi

Il corso è gratuito e aperto alla cittadinanza; la struttura in due moduli punta a offrire una visione integrata, perché la vita in comune è fatta di norme e di emozioni, di decisioni patrimoniali e di abitudini quotidiane, di diritti scritti e di parole dette male. I dettagli organizzativi e il calendario degli incontri saranno definiti nelle prossime settimane e comunicati attraverso i canali istituzionali del Comune.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to