Via XX Settembre, Verona si prepara a restituire Veronetta alla città
13/04/2026
Via XX Settembre si avvicina a una fase decisiva del proprio lungo percorso di trasformazione urbana, e il Comune di Verona sceglie di accompagnare questo passaggio con un momento pubblico di confronto e restituzione. Mercoledì 15 aprile alle 20, nell’Aula Magna del Silos di Ponente, è infatti in programma l’assemblea pubblica dal titolo “Cantiere Veronetta”, un incontro pensato per raccontare alla cittadinanza quanto è stato realizzato, condividere il senso complessivo dell’intervento e riconoscere la pazienza con cui residenti, commercianti e frequentatori della zona hanno attraversato mesi di lavori complessi.
L’iniziativa assume un valore che va oltre la semplice comunicazione di fine cantiere. Via XX Settembre è stata infatti interessata da una delle opere infrastrutturali più rilevanti degli ultimi anni, un intervento che ha inciso in profondità non soltanto sul volto della strada, ma anche sull’assetto dei servizi sotterranei, sulla sicurezza della circolazione e sulle prospettive future del sistema della mobilità cittadina. Alla serata interverranno il sindaco Damiano Tommasi, la vicesindaca Barbara Bissoli e l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari.
Un cantiere profondo che ha trasformato la struttura della strada
Avviati nel marzo 2025 all’interno del più ampio progetto della filovia, i lavori hanno interessato l’intero asse di via XX Settembre con un intervento di carattere strutturale. Il cantiere ha previsto il completo rifacimento dei sottoservizi, dall’acquedotto alla rete fognaria fino alla linea di media tensione, accompagnato dalla riqualificazione della sede stradale e dei marciapiedi. Si tratta di opere che, pur rimanendo in parte invisibili, rappresentano la componente più strategica dell’intervento, perché incidono sulla funzionalità quotidiana e sulla tenuta futura dell’infrastruttura urbana.
Tra gli aspetti più significativi figura la sostituzione della rete idrica, risalente ai primi del Novecento e ormai non più adeguata alle esigenze attuali. Il suo rinnovamento costituisce un investimento di lungo periodo, destinato a migliorare l’efficienza del servizio e a ridurre criticità che da anni gravavano su una delle direttrici più delicate di Veronetta.
Nel corso delle diverse fasi, il cantiere è stato organizzato cercando di contenere il più possibile l’impatto sulla vita del quartiere. I vari tratti della via sono stati progressivamente riaperti, mantenendo l’accessibilità nonostante inevitabili difficoltà dovute alla natura stessa dell’opera. A complicare ulteriormente il lavoro sono intervenute alcune criticità non previste, come la presenza di pluviali che scaricavano nel sottosuolo e il rinvenimento di reperti archeologici, elementi che hanno richiesto verifiche, accertamenti e ulteriori lavorazioni.
Mobilità, sicurezza e nuovo assetto urbano per il quartiere
La conclusione del cantiere porta con sé effetti che toccano aspetti molto concreti della vita urbana. L’opera ha permesso di rinnovare integralmente le infrastrutture sotterranee, affrontando problemi idraulici sedimentati nel tempo, ma ha anche migliorato la qualità dello spazio in superficie. I marciapiedi sono stati ampliati e riqualificati, con un’attenzione particolare alla sicurezza dei pedoni e alla fruibilità per le persone con mobilità ridotta. La nuova pavimentazione stradale e la predisposizione delle corsie dedicate al futuro sistema filoviario disegnano inoltre una prospettiva diversa per l’intera area, orientata a una mobilità più ordinata ed efficiente.
Non è soltanto una questione tecnica. In un quartiere come Veronetta, ogni intervento sulla viabilità e sugli spazi pubblici produce conseguenze dirette sul rapporto tra residenti, attività economiche, studenti e flussi urbani. L’assemblea del 15 aprile arriva proprio in questo snodo: chiude simbolicamente una fase di sacrifici e apre una riflessione sul modo in cui la città intende ripensare uno dei propri assi più sensibili. Restituire via XX Settembre alla città, in questo senso, significa restituire anche una parte importante della sua funzione urbana, con infrastrutture più solide, spazi più accessibili e un impianto destinato a dialogare con le trasformazioni future della mobilità veronese.
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