Verona verso la candidatura a Capitale italiana del Volontariato 2027
12/02/2026
Verona valuta un passaggio che, se confermato, porterebbe la città a misurarsi con una sfida nazionale dal forte valore civico: la candidatura al titolo di Capitale italiana del Volontariato 2027. L’ipotesi è al centro delle valutazioni della Giunta e si fonda su un dato di fatto evidente a chi osserva la vita sociale scaligera: il terzo settore qui non è un elemento accessorio, ma una trama diffusa di relazioni, servizi, iniziative e competenze che incidono, ogni giorno, sulla qualità della comunità.
Il titolo viene assegnato tramite bando pubblico da CSVnet (Associazione Centri di Servizio per il Volontariato), insieme al Forum Nazionale del Terzo Settore e a Caritas Italiana, in collaborazione con ANCI. L’obiettivo dichiarato è promuovere la cultura del dono e dell’impegno civico, rafforzare il ruolo del volontariato nella costruzione del bene comune e valorizzare le pratiche di collaborazione tra amministrazioni, associazioni, imprese e cittadini.
Un sistema numeroso e riconoscibile, dai registri alle consulte
Il quadro numerico richiamato dall’amministrazione è consistente. A fine 2025, in provincia risultano quasi 500 organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS e oltre 900 associazioni di promozione sociale, con circa la metà attiva nel Comune capoluogo. I dati ISTAT riferiti al 2020 indicano inoltre oltre 6.200 enti non profit in provincia, per l’85% di natura associativa: numeri che aiutano a capire perché Verona possa presentarsi come un polo di riferimento nel panorama nazionale.
Sul piano cittadino, questo tessuto trova rappresentanza anche attraverso le consulte: 38 associazioni nella Consulta comunale della Famiglia e 35 in quella della Disabilità, realtà che affiancano servizi e progetti di inclusione con un lavoro spesso silenzioso, ma costante, che richiede coordinamento e capacità di risposta ai bisogni quotidiani.
Progetti, giovani e “patti”: la candidatura come racconto di una città attiva
Tra gli elementi che potrebbero rafforzare il dossier di candidatura c’è la rete dei 15 Centri di Comunità, nati attraverso percorsi di co-progettazione con 12 enti del Terzo Settore e diventati spazi intergenerazionali nei quartieri. Nel 2025 hanno registrato oltre 80.000 presenze complessive, dato che restituisce la loro funzione concreta: luoghi di socialità, sostegno e contrasto alla solitudine, più che semplici contenitori di attività.
Accanto al volontariato strutturato, Verona presenta un’ampia partecipazione di cittadinanza attiva grazie ai patti di sussidiarietà per la cura e la valorizzazione dei beni comuni: oltre 220 patti attivati dal 2017, con il coinvolgimento di singoli cittadini, gruppi informali, associazioni e anche realtà imprenditoriali.
Rilevante anche il capitolo giovani. Il caso dei 170 “Volontari di Città”, in gran parte under 23, impegnati nel supporto agli eventi collegati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, indica una disponibilità concreta a mettersi in gioco e a vivere la dimensione pubblica come responsabilità condivisa.
L’assessora Luisa Ceni lega la possibile candidatura a un obiettivo identitario: rafforzare la vocazione solidale della città, mettere in rete esperienze e competenze, coinvolgere chi ogni giorno opera sul territorio. In parallelo, dal 2023 l’Amministrazione ha avviato una mappatura sistematica degli enti del Terzo Settore, raccogliendo interviste di 346 realtà associative attive in ambito sociale, sanitario e culturale, con l’intento di rendere la rete più leggibile e accessibile.
Scadenze, partenariato e direttrici del progetto
La candidatura, con scadenza fissata al 26 marzo 2026, dovrà essere presentata congiuntamente dal Comune di Verona e da CSV Verona, come previsto dal bando. Il progetto viene costruito lungo tre direttrici: comunità solidali e inclusive nei quartieri; valorizzazione del volontariato come risorsa culturale e territoriale con attenzione alle nuove generazioni; riconoscimento del volontariato come presidio di futuro, democrazia e diritti.
Nel mese di febbraio è previsto l’affinamento del dossier e l’ampliamento del partenariato, che già coinvolge CSV Verona, Caritas Diocesana Veronese e Forum del Terzo Settore Veneto, con l’obiettivo di includere altri stakeholder come ULSS 9, Provincia, Università di Verona e Regione Veneto.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to