Verona, nasce il Centro per la Giustizia Riparativa: un modello basato su dialogo e responsabilità
17/03/2026
Un luogo dedicato alla gestione dei conflitti, alla tutela delle vittime e alla responsabilizzazione degli autori di reato. A Verona prende forma il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa, ospitato al primo piano della “Cittadella della Giustizia sociale” in piazza Madonna di Campagna. L’iniziativa segna un passaggio concreto verso un approccio che affianca alla dimensione giudiziaria percorsi orientati alla ricostruzione delle relazioni e al reinserimento sociale.
Contestualmente all’apertura è stato sottoscritto il primo accordo inter-istituzionale con l’Ordine degli Avvocati di Verona, con l’obiettivo di costruire una rete operativa stabile tra istituzioni, professionisti e servizi territoriali.
Un centro per la mediazione tra vittime, autori e comunità
Il nuovo spazio nasce con una funzione precisa: favorire percorsi di giustizia riparativa attraverso il dialogo tra le parti coinvolte, laddove le condizioni lo consentano. Non si tratta di un’alternativa al sistema penale, ma di uno strumento complementare, capace di intervenire su dimensioni spesso trascurate, come il riconoscimento del danno, la responsabilità individuale e il bisogno di ricostruire legami sociali.
All’interno della struttura trovano posto anche servizi già attivi sul territorio, come Rete Dafne e il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, con l’intento di offrire un sistema integrato di supporto. La gestione operativa è affidata alla Fondazione Don Calabria, realtà del Terzo Settore con esperienza consolidata nei percorsi di mediazione e accompagnamento.
L’assessora alla Sicurezza e Legalità Stefania Zivelonghi ha sottolineato il valore dell’iniziativa come strumento capace di coniugare sicurezza e inclusione, offrendo alle vittime un contesto di ascolto e agli autori di reato un’opportunità concreta di responsabilizzazione.
L’accordo con l’Ordine degli Avvocati e la rete istituzionale
La firma dell’accordo con l’Ordine degli Avvocati rappresenta il primo tassello di una collaborazione più ampia. Tra gli impegni condivisi figurano il monitoraggio delle attività, la partecipazione a un tavolo tecnico di coordinamento e la produzione di materiali informativi accessibili, anche in più lingue, per facilitare l’accesso ai percorsi di giustizia riparativa.
Dal lato professionale, gli avvocati saranno chiamati a favorire un orientamento consapevole delle parti, fornendo informazioni chiare sulle possibilità offerte dal Centro e contribuendo all’individuazione dei casi idonei, nel rispetto delle garanzie difensive e della volontà degli interessati.
Il Comune, da parte sua, assicurerà la qualità e l’organizzazione dei percorsi, mettendo a disposizione personale qualificato, spazi adeguati e strumenti metodologici. Centrale sarà anche la valutazione preliminare dei singoli casi, che dovrà garantire condizioni di sicurezza e il consenso informato delle parti coinvolte.
Prospettive di sviluppo e collaborazione
L’avvio del Centro si inserisce in una strategia più ampia che prevede il coinvolgimento di ulteriori soggetti istituzionali. Sono in fase di definizione accordi con la Casa Circondariale di Montorio, il Tribunale di Verona, il Centro per la Giustizia Minorile di Venezia, l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna e l’Università di Verona.
L’obiettivo è costruire un sistema capace di operare in modo coordinato lungo tutte le fasi del procedimento, offrendo strumenti aggiuntivi per affrontare il reato non soltanto sotto il profilo sanzionatorio, ma anche in termini di responsabilità, riparazione e reintegrazione sociale.
Il Centro per la Giustizia Riparativa si configura così come un presidio stabile, pensato per incidere nel tempo sulla qualità delle relazioni sociali e sulla capacità del territorio di gestire i conflitti in modo strutturato e consapevole.