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Ventuno anni dopo, Verona ricorda Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti

23/02/2026

Ventuno anni dopo, Verona ricorda Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti

Nel piazzale della Questura di Verona, sotto un cielo terso e in un silenzio composto che ha scandito ogni gesto, la Polizia di Stato ha commemorato il ventunesimo anniversario della scomparsa degli Assistenti Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti, insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile per il sacrificio compiuto nell’adempimento del proprio servizio. Un momento solenne, misurato, capace di restituire il peso della memoria senza indulgere alla retorica.

Alla cerimonia hanno preso parte il Prefetto Demetrio Martino, il Questore Rosaria Amato, i familiari dei due agenti e il Cappellano Provinciale della Polizia di Stato. Davanti alla lapide dedicata ai caduti, è stata deposta una composizione floreale a nome del Capo della Polizia: un gesto semplice, carico di significato, che rinnova ogni anno il legame tra le istituzioni e chi ha pagato con la vita la fedeltà alla divisa.

Il sacrificio durante l’intervento delle Volanti

Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti erano in servizio presso le Volanti della Questura di Verona quando, nel corso di un intervento operativo, si trovarono ad affrontare un uomo che aveva poco prima aggredito e ferito una donna. La situazione, già drammatica, degenerò rapidamente in un conflitto a fuoco.

In quei concitati istanti, i due poliziotti riuscirono a neutralizzare l’aggressore, impedendo che la violenza proseguisse e che altre vite fossero messe in pericolo. Rimasero tuttavia mortalmente feriti durante l’azione. La Medaglia d’Oro al Valor Civile conferita alla loro memoria riconosce il coraggio dimostrato in circostanze estreme, quando la tutela dell’incolumità altrui ha prevalso su ogni considerazione personale.

La ricostruzione di quei fatti continua a essere ricordata non soltanto come cronaca di un tragico episodio, ma come testimonianza di ciò che significa operare quotidianamente in prima linea, spesso in contesti imprevedibili, dove le decisioni devono essere assunte in pochi secondi e il rischio è parte integrante del servizio.

Una memoria che appartiene alla città

La commemorazione non è stata soltanto un atto formale. Il raccoglimento nel piazzale della Questura ha rappresentato un momento di condivisione profonda tra istituzioni, colleghi e familiari, un’occasione per riaffermare che il sacrificio di Davide e Giuseppe non è confinato al passato, ma continua a vivere nella coscienza civile della comunità veronese.

Ogni anno, la presenza delle autorità e dei familiari ricorda che dietro la divisa vi sono persone, storie, affetti. La memoria dei due Assistenti si intreccia con quella della città che hanno servito, diventando patrimonio collettivo. Il loro esempio rimane inciso non soltanto su una lapide, ma nella cultura professionale della Polizia di Stato, dove dedizione, responsabilità e senso del dovere trovano concretezza nel lavoro quotidiano.

A ventuno anni dalla loro scomparsa, Verona si ferma per rendere omaggio a due servitori dello Stato che hanno adempiuto al proprio compito fino all’estremo sacrificio, lasciando un’eredità morale che continua a orientare chi indossa quella stessa uniforme.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.