Venardi Gnocolar, confronto a Palazzo Barbieri alla vigilia della decisione del Tar
28/01/2026
A Palazzo Barbieri si è svolto oggi un incontro definito “interlocutorio” tra l’Amministrazione comunale e i rappresentanti del Comitato del Bacanal del Gnoco e del Comitato della Festa della Renga, a poche ore dall’udienza del Tar che domani dovrà esprimersi sulla richiesta di sospensiva legata all’organizzazione del Venardi Gnocolar. Sullo sfondo resta la data del 13 febbraio, quando Verona dovrebbe ospitare la grande sfilata del Venerdì di Carnevale, tradizionalmente uno degli appuntamenti più seguiti e complessi da gestire dell’intero calendario cittadino.
La convocazione è arrivata in forma urgente dal sindaco Damiano Tommasi, che ha colto un’apertura pubblica arrivata nei giorni scorsi dal presidente del Bacanal Valerio Corradi. In dichiarazioni rilasciate sabato 24 gennaio, Corradi aveva lasciato intendere la disponibilità del comitato a partecipare alla “Festa del Papà del Gnoco” e al 496° Venerdì Gnocolar, a patto di essere coinvolti entro i primi giorni della settimana successiva, ritenendo altrimenti troppo stretti i tempi organizzativi.
Il ricorso del Bacanal e la delibera di dicembre: cosa è in discussione
Al centro del confronto di oggi c’è l’atto di ricorso con cui il Bacanal del Gnoco chiede al giudice amministrativo di sospendere, e successivamente annullare, la determinazione della giunta comunale del 23 dicembre 2025. Quel provvedimento assegna al Comitato della Festa della Renga l’autorizzazione a organizzare la grande sfilata del Venerdì di Carnevale, spostando quindi la titolarità dell’evento rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni.
Durante l’incontro, il Comune ha ribadito le ragioni alla base della scelta: l’obiettivo dichiarato è garantire la riuscita dell’evento più “impattante” del Carnevale veronese, alla luce di una situazione definita di “incertezza giuridico-amministrativa” che, secondo l’Amministrazione, non permetterebbe di autorizzare la sfilata in capo al Comitato Bacanal del Gnoco come accaduto per circa un decennio.
La posizione comunale insiste su un punto: la decisione di fine dicembre viene presentata come una soluzione eccezionale, pensata per non interrompere una tradizione cittadina in un contesto considerato complesso. Dall’altra parte, il Bacanal ha scelto di contestare questa impostazione, portando la questione davanti al Tar.
Udienza al Tar e rischio sulla sfilata del 13 febbraio
La richiesta di sospensiva verrà discussa domani davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, sezione I. La posta in gioco è immediata: se il Tar accogliesse la richiesta del Bacanal del Gnoco, l’organizzazione della sfilata del 13 febbraio potrebbe entrare in una fase di forte instabilità, con tempi ridotti e incertezze operative che, secondo quanto evidenziato dall’Amministrazione, metterebbero “seriamente a rischio” lo svolgimento dell’evento.
Nella riunione di oggi è stata anche manifestata, in modo formale, la disponibilità del Comune a includere comunque il Papà del Gnoco nella sfilata e a riconoscere al Bacanal e alle sue maschere un ruolo di rilievo, con l’intenzione di preservare i simboli più riconoscibili della tradizione. Nonostante il lavoro dei legali presenti e uno spirito di collaborazione dichiarato, l’incontro si è chiuso senza una scelta definitiva.
Il presidente Valerio Corradi si è riservato di riunire in serata il Senato del Papà del Gnoco e il direttivo “eletto” del Comitato, rimandando quindi qualsiasi posizione conclusiva agli esiti del confronto interno. A questo punto l’attenzione si sposta sul Tar: la decisione di domani definirà non soltanto l’assetto organizzativo della sfilata, ma anche il margine reale per arrivare, in tempi utili, a un Carnevale che per Verona resta molto più di un appuntamento di calendario.