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Tenta di uscire dal punto vendita con merce nascosta nello zaino: arrestato un diciottenne a Verona

18/02/2026

Tenta di uscire dal punto vendita con merce nascosta nello zaino: arrestato un diciottenne a Verona

Nel tardo pomeriggio, un episodio di microcriminalità si è trasformato rapidamente in un intervento di polizia con conseguenze giudiziarie immediate. A Verona, in un esercizio commerciale di viale del Lavoro, un giovane ha cercato di oltrepassare le casse senza pagare alcuni articoli prelevati dagli scaffali; quando il personale lo ha fermato, avrebbe reagito con aggressività, nel tentativo di sottrarsi al controllo e guadagnarsi la fuga. La vicenda si è conclusa con l’arresto eseguito dalla Polizia di Stato e con la successiva decisione del giudice di disporre la custodia cautelare in carcere.

La segnalazione alla Questura e l’intervento delle Volanti

L’allarme è scattato intorno alle 19:30, quando la Centrale Operativa della Questura ha ricevuto la chiamata dell’addetto alla vigilanza. Il vigilante, che aveva già notato movimenti sospetti tra le corsie e aveva seguito con attenzione gli spostamenti del ragazzo, ha riferito di aver individuato il presunto autore di un furto avvenuto pochi minuti prima all’interno del punto vendita.

Le Volanti, giunte sul posto, hanno raccolto le prime informazioni e ricostruito quanto accaduto, verificando la presenza della merce sottratta e ascoltando i dipendenti intervenuti nella fase concitata del blocco.

La ricostruzione dei fatti: merce nascosta e tentativo di aggressione

Secondo quanto emerso, il diciottenne avrebbe preso uno zaino dagli scaffali e lo avrebbe utilizzato per occultare diversi capi di abbigliamento, per un valore complessivo di circa 84 euro. Una volta avvicinato dal personale di vigilanza, si sarebbe diretto verso l’uscita, accelerando il passo per sottrarsi al controllo.

Raggiunto all’esterno, avrebbe provato a divincolarsi con forza e, sempre stando alla ricostruzione, avrebbe tentato di usare una bomboletta di spray al peperoncino contro l’addetto alla sicurezza. La prontezza del vigilante e l’intervento di un collega, arrivato a supporto, avrebbero impedito l’erogazione della sostanza urticante e consentito di bloccare il giovane fino all’arrivo della polizia.

Gli agenti lo hanno quindi accompagnato negli uffici di Lungadige Galtarossa per gli accertamenti di rito.

Precedenti e posizione sul territorio: gli elementi valutati dagli inquirenti

Dai controlli successivi, la Polizia di Stato ha rilevato che il ragazzo risulterebbe già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici legati a reati contro il patrimonio. È stata inoltre segnalata una condizione di irregolarità sul territorio nazionale, elemento che, insieme alla dinamica dell’episodio, ha contribuito a definire il quadro complessivo dell’intervento.

Alla luce dei fatti contestati, il giovane è stato arrestato per tentata rapina impropria aggravata. Su disposizione del Pubblico Ministero, è stato trasferito nel carcere di Verona-Montorio in attesa dell’udienza di convalida. Il giudice ha poi convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: la responsabilità penale si considera definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.