Sport, storie e cinema a Casa Verona: tre giorni tra libri, schermi e campioni
20/01/2026
Dal 21 al 23 gennaio Casa Verona apre le porte a una rassegna costruita come un piccolo viaggio dentro lo sport, osservato non come risultato o classifica, ma come materia narrativa: vite che cambiano direzione, rivalità che diventano memoria collettiva, pagine che si trasformano in immagini. Nella Palazzina 20 dell’Arsenale, per tre sere consecutive, presentazioni di libri, proiezioni e talk dal vivo mettono in dialogo campioni, autori e cinema, con un calendario fitto che alterna sci, tennis e racconto contemporaneo.
Il sindaco Damiano Tommasi lega l’iniziativa al destino stesso del luogo: uno spazio che per decenni ha rappresentato una domanda aperta per la città e che ora, nel solco dei Giochi Olimpici e Paralimpici e delle cerimonie collegate, viene restituito come punto di incontro. L’idea di “Casa Verona” nasce proprio da qui: farne un presidio urbano, capace di accogliere appuntamenti simbolici e partecipati, in un edificio che un tempo parlava il linguaggio opposto, quello della preparazione alla guerra. Il cambio di segno è evidente e, in un periodo carico di incertezze, assume un valore che va oltre la semplice programmazione culturale.
Dal libro alla confessione: Paolo De Chiesa e l’eredità della Valanga Azzurra
Mercoledì 21 gennaio, alle 18, la rassegna si apre con “Ho sfiorato il cielo”, presentato da Paolo De Chiesa insieme all’autore Sergio Barducci. È un incontro che parte dallo sci e finisce inevitabilmente dentro una storia personale complessa, fatta di vertici sportivi, resilienza e cicatrici. De Chiesa, volto simbolo della Valanga Azzurra e oggi commentatore televisivo, ripercorre una carriera segnata da episodi noti al grande pubblico e da un passaggio drammatico rimasto a lungo sullo sfondo: un colpo di pistola al volto, le conseguenze, il ritorno, la tenacia come disciplina quotidiana. A condurre l’incontro è Lorenzo Fabiano, che accompagna il dialogo tra autore e protagonista, lasciando spazio al racconto, agli aneddoti, ai dettagli che spiegano perché quella stagione dello sci italiano continui a essere un capitolo emotivo, prima ancora che sportivo.
Tennis, cinema e memoria: Panatta, Bertolucci e il racconto di una squadra
Giovedì 22 gennaio la scena cambia ritmo e si dedica al tennis e al cinema. Alle 17 viene presentato “Domani si va al mare. Wimbledon, anarchia, prigioni, esilio e nuovi mondi”, firmato da Monica Giorgi con Serena Marchi: una biografia che attraversa sport professionistico, scelte politiche e fratture personali, con una protagonista fuori traiettoria, capace di unire campi da tennis e impegno civile senza addomesticare nulla. Anche qui la conduzione è affidata a Lorenzo Fabiano.
Alle 18 la rassegna prosegue con la proiezione di “Una Squadra” (2022), documentario legato all’epopea della nazionale italiana di Coppa Davis. Il racconto parte dagli anni in cui l’Italia diventa squadra da battere, mette a fuoco successi e tensioni interne, e riporta al centro la finale del 1976 contro il Cile, con tutto il carico politico che quel contesto portava con sé. Prima del film vengono introdotti ospiti e contenuti, poi, alle 19.30, il pubblico incontra Adriano Panatta e Paolo Bertolucci insieme a Domenico Procacci, per un talk che intreccia memoria sportiva e narrazione audiovisiva, con una conversazione pensata per andare oltre il risultato e interrogare le scelte, i conflitti, i retroscena.
Venerdì 23: la sconfitta, lo sci e il ritorno sul grande schermo
Venerdì 23 gennaio il programma torna allo sci, con un taglio narrativo ancora più esplicito. Alle 17 viene presentato “Dieci Ferite” di Lorenzo Fabiano (prefazione di Sandro Veronesi), un libro che usa dieci storie di campioni degli anni Settanta per ragionare sul fallimento come snodo formativo, sul prezzo dell’eccellenza, sulla crescita che passa anche per la perdita.
Alle 18 arriva sullo schermo “La Valanga Azzurra” (2024), documentario diretto da Giovanni Veronesi, dedicato alla parabola irripetibile della nazionale italiana di sci alpino degli anni Settanta, guidata da Mario Cotelli e animata da figure come Gustavo Thoeni e Piero Gros. Dopo la proiezione, l’incontro con i protagonisti chiude la rassegna con un dialogo dal vivo che restituisce quella stagione per ciò che è stata: un concentrato di talento, frizioni, sacrifici, vittorie e inevitabili discese, come accade nelle storie che restano.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to