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Riforma del cinema necessaria, ma senza stabilità il settore rischia di fermarsi

13/01/2026

Riforma del cinema necessaria, ma senza stabilità il settore rischia di fermarsi

L’audizione alla Commissione Cultura della Camera sul futuro del cinema e dell’audiovisivo ha riportato al centro una questione che il comparto considera ormai urgente: la riforma è indispensabile, ma deve arrivare con regole chiare e un impianto di governance capace di garantire continuità. CNA Cinema e Audiovisivo ha descritto una fase di forte incertezza, resa più complessa dalla contrazione delle risorse disponibili, e ha chiesto al Parlamento di misurare ogni intervento sulla realtà concreta di un’industria che lavora su tempi lunghi e investimenti anticiphooki.

Produzioni, sviluppo, pre-produzione e contratti si costruiscono mesi, spesso anni, prima di vedere un ritorno economico. In questo orizzonte, ha ribadito CNA, la prevedibilità è un fattore competitivo: quando i meccanismi cambiano in corsa, soprattutto quelli fiscali, il rischio non è solo un rallentamento ma la rinuncia a progetti, con effetti a catena su occupazione, filiere tecniche e capacità del Paese di restare attrattivo per capitali e coproduzioni internazionali.

Credito d’imposta: serve una cornice stabile e proporzionata

Tra i nodi evidenziati da CNA Cinema e Audiovisivo spicca il credito d’imposta, considerato uno strumento determinante per rendere sostenibile la pianificazione industriale. La richiesta non è tanto di “difendere” un meccanismo in quanto tale, quanto di renderlo stabile, leggibile e coerente con la struttura del settore.

L’associazione ha indicato l’esigenza di differenziare il credito d’imposta tra PMI indipendenti e grandi operatori. Il punto, qui, è tecnico e politico insieme: applicare criteri uniformi a soggetti molto diversi rischia di premiare chi ha maggiore capacità finanziaria e organizzativa, lasciando più esposte le realtà che fanno innovazione e sperimentazione ma hanno margini limitati di liquidità. Accanto a questo, CNA ha proposto di superare criteri esclusivamente quantitativi nell’accesso ai contributi selettivi, perché la qualità progettuale e l’impatto culturale non sempre coincidono con parametri numerici semplici.

Governance e transizione: ruoli distinti, autonomia tecnica, continuità amministrativa

Sul piano istituzionale, CNA Cinema e Audiovisivo ha richiamato una logica “sistemica”: intervenire su governance, strumenti finanziari e funzionamento amministrativo evitando interventi frammentari che, invece di ridurre l’incertezza, la moltiplicano. Se si ipotizza una riorganizzazione del settore, ha sostenuto l’associazione, serve una distinzione netta tra indirizzo politico, supporto tecnico e sedi di concertazione, per evitare sovrapposizioni che rallentano le decisioni e indeboliscono la credibilità del sistema.

In particolare, CNA ha insistito su autonomia e competenza delle strutture tecniche, oltre che sulla continuità amministrativa, soprattutto nella fase di transizione. È un passaggio delicato: quando i processi si interrompono o si ingolfano, le produzioni non “aspettano” semplicemente; si spostano, saltano o ridimensionano budget, con ricadute che poi richiedono anni per essere riassorbite.

Coordinamento tra livelli e ruolo delle Film Commission

Nel pacchetto di indicazioni, CNA Cinema e Audiovisivo ha richiamato anche la necessità di rafforzare il coordinamento tra politiche nazionali, regionali ed europee, valorizzando il ruolo delle Film Commission. In un mercato dove l’attrazione di set e investimenti dipende anche da velocità delle procedure, incentivi coerenti e servizi territoriali, la frammentazione tra livelli istituzionali rischia di trasformarsi in un costo invisibile, ma pesante, per chi produce.

A chiudere, l’associazione ha chiesto che ogni intervento di riforma sia accompagnato da meccanismi di transizione graduale e da un confronto strutturato con il settore: una riforma che cambia regole e assetti senza un percorso definito può compromettere la continuità produttiva e, con essa, la reputazione dell’Italia nel medio-lungo periodo, proprio nel momento in cui la competizione internazionale sull’audiovisivo è più aggressiva e organizzata.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to