Pensioni INPS in ritardo, ANAP Confartigianato: «Regole superate, il Governo intervenga»
19/01/2026
Il ritardo nei pagamenti delle pensioni INPS, con accrediti arrivati soltanto il 5 gennaio per molti pensionati, riaccende una questione che va oltre il disagio contingente e tocca il cuore delle regole che governano il rapporto tra Stato e cittadini anziani. A sollevare con forza il tema è ANAP Confartigianato Verona, che parla senza mezzi termini di norme anacronistiche e chiede un intervento immediato del Governo.
A prendere posizione è Gianni Peruzzi, presidente dell’associazione provinciale degli anziani e pensionati di Confartigianato, secondo cui l’attuale disciplina sui pagamenti non è più coerente con il contesto tecnologico ed economico in cui viviamo. La normativa, infatti, stabilisce che quando il primo giorno del mese cade in una giornata festiva, l’erogazione avvenga nel primo giorno “bancabile”, con slittamenti che finiscono per gravare su chi ha meno margini di manovra finanziaria.
Una normativa fuori dal tempo nell’era dei pagamenti digitali
Peruzzi non usa giri di parole: continuare a legare le pensioni al concetto di “giorno bancabile” appare difficilmente giustificabile in un’epoca in cui i trasferimenti di denaro sono quasi istantanei. Bonifici rapidi, infrastrutture digitali evolute e sistemi informatici avanzati rendono, a suo giudizio, incomprensibile il persistere di una regola che produce ritardi automatici e prevedibili.
Il confronto con altri Paesi è netto. In Germania e negli Stati Uniti, ricorda il presidente di ANAP Verona, quando la data di pagamento coincide con un giorno festivo l’accredito avviene addirittura nel giorno lavorativo precedente. Una scelta che tutela la continuità del reddito e riduce l’impatto su spese fisse e scadenze, mentre in Italia il meccanismo continua a scaricare l’effetto del calendario sui pensionati.
Le prossime scadenze e il rischio di nuovi disagi
La protesta non riguarda soltanto quanto accaduto a gennaio. Secondo ANAP, il problema è destinato a ripresentarsi nei prossimi mesi: a maggio e ad agosto, con accrediti previsti rispettivamente il 4 e il 3 del mese. Date che, ancora una volta, rischiano di mettere in difficoltà chi vive di pensione e organizza le proprie spese su entrate regolari e puntuali.
Per questo l’associazione, attraverso la propria struttura nazionale, ha chiesto un intervento rapido del Governo per modificare le norme vigenti, evitando che una rigidità amministrativa continui a produrre effetti sociali sproporzionati rispetto al problema che dovrebbe risolvere.
Pensionati e fragilità economica: una questione sociale
Il richiamo finale di Peruzzi va oltre l’aspetto tecnico e tocca una dimensione più ampia. Molti pensionati, sottolinea, faticano già ad arrivare alla fine del mese. I dati sulla povertà parlano chiaro: oltre due milioni di famiglie in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta e un numero analogo in povertà relativa. In questo contesto, anche pochi giorni di ritardo possono fare la differenza tra il rispetto di una scadenza e l’accumulo di nuove difficoltà.
La domanda posta dall’ANAP è diretta: perché, mentre altrove si adottano soluzioni per proteggere i redditi più fragili, in Italia a pagare il prezzo di norme rigide e datate siano sempre gli stessi? Una riflessione che chiama in causa il legislatore e il ruolo delle istituzioni, a partire da INPS, nel garantire non solo l’erogazione delle pensioni, ma anche il rispetto della dignità di chi ne dipende.
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