Caricamento...

Verona 365 Logo Verona 365

Musei in Musica 2026: la Fondazione Arena di Verona amplia la mappa della musica da camera

14/01/2026

Musei in Musica 2026: la Fondazione Arena di Verona amplia la mappa della musica da camera

La terza edizione di Musei in Musica segna un passaggio di maturità per la rassegna cameristica della Fondazione Arena di Verona. Forte di due stagioni interamente sold out, il progetto cresce in estensione e ambizione: dieci concerti, sette sedi diverse, un arco temporale che va dal 25 gennaio al 29 novembre, sempre la domenica mattina alle ore 11. Una scelta precisa, che invita all’ascolto concentrato e restituisce alla musica da camera la sua dimensione più autentica, in dialogo con luoghi di storia, arte e ricerca.

Il 2026 introduce una novità sostanziale: accanto ai professori d’Orchestra, entrano in scena anche gli artisti del Coro della Fondazione, ampliando la tavolozza timbrica e il repertorio possibile. Il risultato è una rassegna che attraversa oltre tre secoli di musica, alternando pagine celebri e rarità poco frequentate, con un’attenzione costante alla qualità dell’esecuzione e al contesto che la accoglie.

Un percorso musicale diffuso nella città

La geografia dei concerti disegna una Verona meno consueta, fatta di sale storiche e musei aperti a una fruizione diversa. Si parte dal Teatrino di Palazzo Maffei, sede inaugurale il 25 gennaio, all’interno del Festival Mozart a Verona, e si prosegue nella Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica, nella Biblioteca Capitolare, al Circolo Unificato dell’Esercito, all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, fino al Museo degli Affreschi “G. B. Cavalcaselle” e al Museo Nicolis di Villafranca.

Ogni appuntamento è pensato come un incontro tra musica e spazio: i quartetti, i trii, gli ottetti e le formazioni vocali dialogano con architetture, collezioni e atmosfere che ne amplificano il senso. L’ascolto si intreccia alla visita, trasformando il concerto in un’esperienza culturale completa, senza sovrapposizioni forzate.

Dal barocco al Novecento, con sguardo curioso

Il programma 2026 conferma una linea editoriale chiara. Accanto ai nomi cardine della tradizione europea – Bach, Couperin, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Rossini – trovano spazio autori meno eseguiti e pagine che rivelano altri volti del repertorio cameristico. L’inaugurazione affianca il Quartetto n. 4 in Do maggiore di Mozart a due rarità per clarinetto e archi, mentre la primavera attraversa Vienna tra classicismo e romanticismo, fino alle incursioni novecentesche di Carter, Gounod e Nielsen.

Particolarmente atteso l’appuntamento del 1° marzo in Sala Maffeiana con i Liebeslieder Walzer di Brahms, affidati al Coro di Fondazione Arena diretto da Roberto Gabbiani: un ritorno alla dimensione conviviale e domestica della musica vocale, in un luogo che custodisce una memoria mozartiana ancora viva.

Accessibilità e pubblico

Un altro tratto distintivo della rassegna resta la politica dei prezzi. Abbonamenti e biglietti singoli partono da 10 euro, con riduzioni dedicate agli under 30 e la possibilità di abbinare l’ingresso ai concerti a visite museali gratuite. L’abbonamento completo consente l’accesso a tutti e dieci gli appuntamenti, includendo l’ingresso anticipato in alcune delle sedi più prestigiose.

Per Cecilia Gasdia, sovrintendente della Fondazione Arena, Musei in Musica è diventata una componente stabile dell’offerta culturale cittadina, capace di coinvolgere pubblico e artisti in un progetto condiviso. Le istituzioni partner sottolineano il valore della musica da camera come forma di relazione, capace di creare prossimità e ascolto, qualità rare e necessarie.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.