L'olio di Capaci arriva a Verona: memoria civile e segno liturgico
03/04/2026
Un gesto sobrio, carico di significati che attraversano la memoria civile e la dimensione spirituale. Nella mattinata odierna, il Questore di Verona, Rosaria Amato, ha consegnato al Vescovo Mons. Domenico Pompili un’ampolla contenente l’olio ricavato dagli ulivi di Capaci, luogo simbolo della lotta alla mafia e del sacrificio di servitori dello Stato.
Non si tratta di una semplice tradizione, ma di un rito che negli anni ha assunto un valore sempre più profondo, capace di unire istituzioni e comunità religiose nel segno del ricordo e della responsabilità collettiva.
Dal Giardino della Memoria al rito del Giovedì Santo
L’olio consegnato proviene dagli ulivi coltivati nel Giardino della Memoria “Quarto Savona Quindici”, sorto a Capaci nel luogo dell’attentato del 23 maggio 1992. In quell’esplosione persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un evento che ha segnato in modo indelebile la storia italiana contemporanea.
Oggi, quel terreno è diventato uno spazio di riflessione e testimonianza. Ogni ulivo è dedicato a una vittima della violenza mafiosa appartenente alle istituzioni, trasformando il paesaggio in un archivio vivente di nomi, storie e sacrifici. Dalla raccolta delle olive nasce un olio che non rappresenta soltanto un prodotto agricolo, ma un simbolo condiviso di memoria e impegno.
Come avviene ogni anno, l’olio viene distribuito alle Questure italiane e, da queste, alle Diocesi locali. Il suo destino è legato alla celebrazione del Giovedì Santo, durante la quale viene consacrato e trasformato in Sacro Crisma, elemento centrale per l’amministrazione dei sacramenti.
Un ponte tra istituzioni e comunità
La consegna dell’ampolla al Vescovo di Verona assume un valore che va oltre il gesto formale. Si configura come un momento di incontro tra la dimensione civile e quella religiosa, entrambe chiamate a custodire e trasmettere la memoria delle vittime delle mafie.
In questo contesto, il Sacro Crisma ottenuto dall’olio di Capaci entra nella vita delle comunità, accompagnando momenti fondamentali come battesimi, cresime e ordinazioni. Ogni utilizzo diventa così anche un richiamo silenzioso alla storia da cui quell’olio proviene.
La scelta di utilizzare un elemento liturgico legato a un luogo segnato dalla violenza mafiosa introduce una riflessione più ampia sul significato della memoria: non semplice commemorazione, ma presenza attiva nella quotidianità. Il ricordo delle vittime, infatti, continua a vivere attraverso segni concreti, capaci di parlare alle nuove generazioni.
Nel gesto compiuto a Verona si intrecciano dunque memoria, responsabilità e continuità. Un filo che collega Capaci alle diocesi italiane, trasformando un simbolo di dolore in un segno di speranza e impegno condiviso.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to