Confagricoltura, in Uzbekistan al via la formazione per lavoratori agricoli destinati all’Italia
25/03/2026
Un progetto che intreccia formazione, cooperazione internazionale e fabbisogni produttivi prende avvio a Tashkent, dove Confagricoltura inaugura un percorso dedicato alla preparazione di manodopera agricola destinata alle imprese italiane. La prima fase prevede un corso rivolto a 16 trattoristi, segnando l’inizio di un’iniziativa che punta a creare un collegamento strutturato tra domanda e offerta di lavoro in ambito agricolo.
Formazione mirata e collaborazione istituzionale
L’iniziativa si inserisce nel quadro del protocollo d’intesa siglato tra il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e il ministro dell’Agricoltura uzbeko Ibrohim Abdurakhmonov, con l’obiettivo di sviluppare percorsi di formazione professionale in grado di facilitare l’inserimento lavorativo in contesti regolati e sicuri.
Il progetto nasce dalla necessità, sempre più evidente, di reperire manodopera qualificata per il settore agricolo italiano, affiancata alla disponibilità di lavoratori provenienti dall’Uzbekistan interessati a intraprendere un percorso di crescita professionale. La formazione rappresenta quindi il punto di incontro tra queste due esigenze, offrendo competenze specifiche e strumenti operativi adeguati.
Un modello replicabile per la cooperazione agricola
L’avvio del corso coincide con un momento di confronto istituzionale più ampio, che vede coinvolti rappresentanti dei governi italiano e uzbeko insieme ai vertici di Confagricoltura. L’obiettivo condiviso è quello di definire un modello di cooperazione stabile, capace di coniugare sviluppo agricolo, mobilità lavorativa e formazione qualificata.
All’iniziativa partecipa anche Umana, società specializzata nel recruiting, che supporta l’organizzazione dei percorsi formativi, contribuendo a strutturare un sistema in grado di accompagnare i lavoratori dalla preparazione iniziale fino all’inserimento nelle aziende.
Il progetto rappresenta un primo passo verso una collaborazione più ampia, con la prospettiva di estendere il modello ad altri profili professionali e ad altri Paesi dell’Asia Centrale, rafforzando una rete internazionale orientata alla qualificazione del lavoro agricolo e alla sostenibilità del settore.
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