Casa e lavoro artigiano, il piano “Generazione Casa” come leva contro l’emergenza abitativa
di Redazione
10/01/2026
Il piano regionale “Generazione Casa”, presentato dalla Regione Veneto, intercetta due tensioni che attraversano il territorio con la stessa urgenza: l’accesso alla casa per una fascia crescente di lavoratori e la necessità di dare continuità operativa a un comparto edilizio colpito dalla brusca interruzione del Superbonus 110%. Confartigianato Edilizia Veneto accoglie l’iniziativa con favore, leggendo nella proposta un impianto capace di tenere insieme politiche sociali e dinamiche produttive, senza scorciatoie e senza consumo di nuovo suolo.
L’obiettivo dichiarato è il recupero di 8.800 alloggi pubblici oggi sfitti perché bisognosi di interventi di riqualificazione o ristrutturazione. Un patrimonio immobiliare che, se rimesso in funzione, può incidere in modo significativo sull’offerta abitativa e, allo stesso tempo, generare lavoro immediato per una filiera diffusa e radicata.
Recuperare l’esistente per rispondere a bisogni reali
Secondo Confartigianato Edilizia Veneto, la revisione della legge regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica rappresenta un passaggio determinante. Non si tratta soltanto di aggiornare un quadro normativo, ma di rendere operativa una strategia che valorizza l’esistente, riducendo sprechi e tempi di attesa. Il recupero degli alloggi inutilizzati consente di rispondere a una domanda abitativa che riguarda lavoratori con redditi stabili ma insufficienti a sostenere i canoni del mercato privato, una fascia spesso esclusa dalle politiche tradizionali.
Thomas Fantin, presidente della Federazione Edilizia di Confartigianato Imprese Veneto, sottolinea come l’approccio del piano sia coerente con la realtà dei territori: intervenire sul patrimonio pubblico significa attivare cantieri diffusi, con lavori di ristrutturazione, adeguamento e messa in sicurezza che richiedono competenze artigiane specializzate.
Un sostegno concreto al comparto edilizio dopo lo stop al Superbonus
Il contesto economico rende l’intervento particolarmente rilevante. In Veneto operano circa 40.000 imprese nel comparto edilizio, con una presenza capillare di aziende artigiane: 18.000 nelle costruzioni, 8.650 posatori e 7.760 pittori. Dopo la frenata improvvisa del Superbonus, molte di queste realtà si sono trovate a fronteggiare un rallentamento delle commesse e un’incertezza difficile da assorbire.
Il piano “Generazione Casa” può offrire una continuità di lavoro che evita il rischio di stallo produttivo, trasformando un’esigenza sociale in un motore economico. A beneficiarne sarebbe anche il settore dell’impiantistica, che in Veneto conta oltre 10.200 imprese artigiane. Interventi di efficientamento energetico, adeguamento tecnologico e sicurezza degli edifici richiedono un apporto determinante di queste competenze, senza le quali qualsiasi progetto di rigenerazione urbana resta incompleto.
Dalla programmazione ai cantieri
Per Confartigianato Edilizia Veneto, il valore del piano risiede nella sua capacità di coniugare sviluppo sostenibile e lavoro qualificato. Privilegiare il recupero dell’esistente rispetto a nuove edificazioni consente di contenere il consumo di suolo e di investire su un modello di crescita più equilibrato. La sfida, ora, è tradurre rapidamente la programmazione in cantieri operativi, garantendo tempi certi e procedure accessibili.
Le imprese, sottolinea l’associazione, sono pronte. Il successo di “Generazione Casa” dipenderà dalla capacità di rendere effettiva questa disponibilità, trasformando un progetto regionale in un’opportunità concreta per famiglie, lavoratori e sistema produttivo.
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