Casa Corbella a Cadidavid, inaugurata la struttura “post-acuzie” per uomini senza dimora dopo le dimissioni ospedaliere
15/01/2026
A Cadidavid apre ufficialmente Casa Corbella, in via Corbella 12A: una residenza rimodernata che accoglie uomini senza fissa dimora (adulti e anziani) dimessi dall’ospedale ma ancora bisognosi di convalescenze lunghe, cure continuative e un contesto protetto. Il servizio è operativo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, con 20 posti dedicati a persone in condizioni di fragilità socio-sanitaria che, senza una casa e senza una rete di supporto, rischierebbero di interrompere le terapie, peggiorare rapidamente e tornare a occupare posti letto ospedalieri o a rivolgersi al Pronto Soccorso per necessità che hanno radici soprattutto sociali.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione dell’assessora alle Politiche sociali e abitative e Terzo settore Luisa Ceni, del vescovo monsignor Domenico Pompili, di don Matteo Malosto (Caritas) e di Marco Angelini (Comunità dei Giovani). Al centro del progetto c’è la co-progettazione tra Comune di Verona e un’ATI composta da Soc. Coop. Il Samaritano e Soc. Coop. Comunità dei Giovani, un modello che prova a tenere insieme assistenza, gestione quotidiana e accompagnamento individualizzato.
Accoglienza protetta dopo il ricovero: perché serve un passaggio intermedio
Chi arriva a Casa Corbella è spesso segnalato dagli ospedali ai Servizi sociali comunali con quadri clinici complessi: patologie cronicizzate e concomitanti, problemi respiratori e cardio-circolatori, diabete e ipertensione, insufficienze renali, esiti di fratture o traumi, fino a situazioni degenerative in fase avanzata. In strada, o in sistemazioni precarie, anche una terapia ben impostata rischia di saltare: mancano condizioni igieniche, alimentazione regolare, riposo, continuità terapeutica. Il risultato è un recupero incompleto, con perdita di autonomie e ricadute che si traducono in nuovi accessi ospedalieri.
Il progetto punta a interrompere questa spirale offrendo un luogo dove la convalescenza diventa possibile: assistenza socio-sanitaria dedicata, monitoraggio delle terapie, presenza di operatori e gestione strutturata della quotidianità.
Numeri, équipe e investimenti: come funziona Casa Corbella
Dall’avvio della prima fase della co-progettazione (ottobre 2024) sono state accolte 30 persone: 6 italiane, 5 provenienti da Paesi UE e 19 da Paesi non UE. L’età più frequente è tra 35 e 64 anni (21 ospiti), con 7 persone sopra i 65 anni e 2 sotto i 35. La permanenza media si è attestata intorno ai sei mesi, un dato che racconta quanto la fragilità sia spesso stratificata e quanto servano tempi realistici per recuperare funzioni e stabilità.
I fondi PNRR hanno sostenuto due linee d’intervento: 57.330 euro per il rafforzamento dei servizi sociali domiciliari legati alla dimissione assistita e 300.000 euro per l’impostazione “Housing First”. Le risorse hanno permesso l’ammodernamento degli impianti con attenzione all’efficienza energetica (pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento), nuovi arredi e una programmazione più solida della gestione: pasti, accesso h24, sorveglianza, terapie, accompagnamento.
L’équipe multidisciplinare comprende assistente sociale, educatore professionale, operatore sociale, operatore socio-sanitario, infermiere e personale amministrativo. Oltre agli spazi comuni (sala tv e sala da pranzo), gli ospiti possono accedere liberamente alle camere in qualsiasi momento. Le stanze, da due o tre posti, sono tutte dotate di servizi igienici, un dettaglio che incide concretamente su dignità, salute e possibilità di riposo.
Casa Corbella, dedicata alla memoria di Chiara Corbella (proclamata serva di Dio nel 2018), nasce da un percorso avviato in forma sperimentale nel 2021 e oggi si presenta come un tassello operativo dentro la rete cittadina: un luogo dove la dimissione ospedaliera non coincide con un ritorno alla strada, ma con un passaggio verso la ripresa.
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