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Carnevale di Verona 2026: criteri chiari e 100mila euro di sostegno

11/02/2026

Carnevale di Verona 2026: criteri chiari e 100mila euro di sostegno

Il Comune di Verona mette nero su bianco le regole per l’assegnazione dei contributi destinati al Carnevale 2026, confermando un investimento complessivo di 100mila euro e introducendo criteri dettagliati per garantire coerenza, trasparenza e corretta gestione delle risorse pubbliche. Una scelta che rafforza l’impianto già adottato negli ultimi tre anni e che punta a tutelare il cuore identitario della manifestazione: la sfilata del Venardi Gnocolar.

Stanziamento e ripartizione delle risorse

La Giunta comunale ha approvato la delibera che disciplina requisiti di ammissibilità, spese consentite e modalità di rendicontazione per accedere ai fondi. Lo stanziamento rappresenta il tetto massimo destinato alle manifestazioni carnevalesche del 2026 e viene suddiviso secondo uno schema preciso.

La quota principale, pari a 75mila euro, sarà assegnata all’organizzatore della storica sfilata del Venardi Gnocolar, in programma venerdì 13 febbraio 2026. Si tratta dell’evento centrale del Carnevale veronese, quello che catalizza la partecipazione cittadina e richiama visitatori anche da fuori provincia.

I restanti 25mila euro saranno distribuiti tra i comitati carnevaleschi rionali che prenderanno parte alla sfilata e che organizzeranno iniziative nei rispettivi quartieri. Per ciascun comitato è previsto un contributo massimo di 5mila euro, calcolato in base alle spese ammissibili effettivamente sostenute e al disavanzo rendicontato, secondo i parametri fissati dalla delibera.

Elemento esplicitato in modo formale è l’obbligo di partecipazione al Venardi Gnocolar: senza la presenza alla sfilata principale non sarà possibile accedere ai contributi comunali erogati dall’Assessorato alla Cultura. Una condizione che, secondo l’amministrazione, consolida una prassi già applicata in passato e tutela l’investimento pubblico concentrato sull’evento simbolo del Carnevale cittadino.

Spese ammesse, esclusioni e scadenze

La delibera definisce con precisione le voci di spesa che potranno essere coperte dai contributi. Rientrano tra quelle ammesse i costi per la sicurezza e la gestione delle emergenze, gli allestimenti, i costumi, la promozione e la comunicazione, i compensi per carri allegorici, bande e gruppi partecipanti, oltre ai diritti amministrativi e alle spese organizzative strettamente collegate agli eventi.

Le spese dovranno essere tracciabili, pertinenti e collocate in un arco temporale compreso tra luglio 2025 e maggio 2026. È prevista una franchigia massima di 150 euro per pagamenti in contanti di modesta entità.

Restano invece escluse le spese per beni durevoli, utenze, manutenzione delle sedi, spese legali – fatta eccezione per il responsabile della sicurezza – interessi di mora, omaggi, pubblicità commerciale e costi di rappresentanza non direttamente connessi alle manifestazioni. Viene inoltre ribadito il divieto di doppio finanziamento.

Sul fronte delle tempistiche, i comitati rionali dovranno presentare la rendicontazione entro il 30 giugno 2026, mentre il Comitato Benefico Festa de la Renga avrà tempo fino al 31 agosto 2026 per il deposito della documentazione finale. La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, così da consentire l’avvio tempestivo dell’organizzazione per l’edizione 2026.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to