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Autotrasporto veneto, assemblea a Padova davanti a una crisi che minaccia la tenuta del settore

09/04/2026

Autotrasporto veneto, assemblea a Padova davanti a una crisi che minaccia la tenuta del settore

Il settore dell’autotrasporto veneto arriva all’appuntamento di sabato 11 aprile 2026 con un livello di tensione che le associazioni di categoria descrivono senza attenuanti. Confartigianato Trasporti Veneto, FAI Veneto e CNA Fita Veneto hanno convocato a Padova un’assemblea pubblica aperta alle imprese e alla stampa, con l’obiettivo di portare al centro del confronto una condizione che, per molte aziende, ha ormai superato la soglia della sostenibilità economica. L’incontro si terrà alle ore 10.00 al Crowne Plaza di Limena e si presenta come un momento di verifica collettiva, ma anche come un passaggio politico e operativo nel quale provare a costruire una posizione comune da sottoporre al Governo.

Il punto non riguarda soltanto l’ennesimo aumento dei costi, ma un deterioramento complessivo delle condizioni in cui le imprese sono chiamate a lavorare. La crescita delle spese operative, la difficoltà di mantenere margini adeguati, i rapporti sempre più complessi con la committenza e l’impossibilità di pianificare con un minimo di stabilità stanno comprimendo il settore in una zona di rischio che non consente più letture prudenti o rassicuranti. Per le associazioni promotrici, il trasporto merci su gomma sta affrontando una fase che non può più essere gestita con misure temporanee o correttivi limitati.

Il peso del carburante e la fragilità economica delle imprese

Tra i fattori che stanno mettendo in maggiore difficoltà il comparto c’è il costo del gasolio, divenuto uno degli elementi più destabilizzanti per la gestione aziendale. Secondo i dati diffusi dalle associazioni, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il prezzo del carburante è cresciuto del 34% nell’extra-rete, mentre alla pompa ha registrato incrementi rilevanti nonostante la riduzione di 20 centesimi, con un impatto che ad aprile viene indicato nel 23%. Il risultato, per le aziende, è un aggravio che vale decine di milioni di euro ogni mese e centinaia di milioni su base annua.

Si tratta di numeri che pesano ancora di più in un settore nel quale il carburante rappresentava già una delle principali voci di costo. Prima della crisi incideva in media per circa il 30% delle spese aziendali; oggi, secondo quanto viene segnalato, può arrivare fino al 40%, collocandosi subito dopo il costo del personale. In una situazione simile, la volatilità dei prezzi impedisce alle imprese di definire tariffe, programmare investimenti e difendere con efficacia il proprio equilibrio finanziario. La sensazione diffusa è quella di un’attività costretta a rincorrere continuamente emergenze nuove, senza più uno spazio reale per la pianificazione.

L’assemblea di Padova e le richieste rivolte al Governo

L’assemblea convocata a Padova assume dunque il valore di una chiamata all’unità, con la volontà di riunire il maggior numero possibile di operatori attorno a una piattaforma condivisa. Le associazioni ritengono che la fase richieda una risposta di livello superiore, capace di uscire dalla logica del provvedimento tampone e di guardare a un quadro più ampio, anche europeo. Nel loro ragionamento emerge l’idea di un meccanismo comune tra i Paesi dell’Unione, una sorta di protezione automatica da attivare nei passaggi di crisi, così da evitare che le imprese restino esposte a oscillazioni ingestibili e a una precarietà permanente.

Le richieste avanzate per il breve periodo sono molto concrete. Si parla di stanziamenti reali ed esclusivi per l’autotrasporto, adeguati a compensare le perdite subite, comprese quelle previste dal Decreto-Legge 18 marzo 2026 n. 33. A questo si aggiungono la sospensione e il differimento dei versamenti contributivi e fiscali, ritenuti indispensabili per preservare la liquidità, il ripristino della carbon tax nelle forme garantite fino al 18 marzo e un’azione più incisiva contro le violazioni delle norme sui costi della sicurezza da parte dei committenti e degli operatori speculativi.

Sullo sfondo resta una questione che riguarda l’intero sistema produttivo: se il trasporto merci entra in una crisi strutturale, a incrinarsi non è soltanto la sostenibilità delle singole imprese, ma la continuità stessa dei servizi su cui si reggono filiere, distribuzione e approvvigionamenti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.