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Ápeiron. Senza confini: Palazzo Forti riapre con una mostra tra collezione civica e visione internazionale

02/02/2026

Ápeiron. Senza confini: Palazzo Forti riapre con una mostra tra collezione civica e visione internazionale

Le sale di Palazzo Forti tornano a essere attraversate, guardate, discusse: da febbraio ad aprile il palazzo accoglie “Ápeiron – Senza confini”, nuova esposizione curata da Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar, presentata come primo tassello di un percorso più ampio nato dalla collaborazione tra Comune di Verona e Fondazione Cariverona.

La riapertura avviata nell’autunno 2025, in occasione della 20ª edizione di ArtVerona, aveva già restituito la misura di un’attesa: la città, di fatto, chiedeva di rientrare in un luogo rimasto troppo a lungo fuori dal quotidiano culturale. Ora la nuova iniziativa rilancia quella spinta, con un progetto che mette al centro il patrimonio della collezione civica e lo colloca dentro un dialogo contemporaneo, senza scorciatoie celebrative.

Un palazzo che riprende voce: istituzioni, curatrici e “Voci Forti”

La presentazione si è svolta negli spazi del palazzo alla presenza della vicesindaca Barbara Bissoli, dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini e del presidente di Fondazione Cariverona Bruno Giordano, insieme alle curatrici. L’inaugurazione è prevista nel pomeriggio, alle ore 15.

L’allestimento, pur dichiaratamente temporaneo, sceglie soluzioni tecniche agili per rendere praticabile l’esperienza di visita e, allo stesso tempo, rivendica una solidità scientifica: è su questo equilibrio che si inserisce il format “Voci Forti”, con esperti e professionisti chiamati a guidare il pubblico in visite esclusive, costruite sull’intreccio tra storia dell’edificio, identità cittadina e letture del presente.

Opere, temi e dialoghi: la collezione civica dentro le tensioni del presente

Il progetto è accolto dalla Galleria d'Arte Moderna Achille Forti e sviluppa un percorso che trasforma gli ambienti storici in luoghi di risonanza: le opere e le installazioni si confrontano con le stratificazioni architettoniche, con gli apparati decorativi e con gli interventi di restauro firmati da Libero Cecchini, costruendo un contrasto mai puramente estetico, piuttosto una frizione fertile tra memoria e linguaggi contemporanei.

I lavori, in larga parte provenienti dalla collezione civica e integrati da prestiti selezionati, attraversano questioni che toccano la società di oggi: comunicazione frammentata e polarizzata, relazioni tra individui, tempo e memoria, seduzioni effimere del successo globale, identità di genere, interrogativi etici legati al progresso scientifico e tecnologico. L’idea di “senza confini” si misura qui come apertura al confronto, non come slogan: le sale del palazzo diventano un dispositivo narrativo, capace di far coesistere la densità storica del contenitore e l’urgenza dei temi affrontati.

Artisti in mostra: Vanessa Beecroft, Gino Bogoni, Julia Bornefeld, Pino Castagna, Alik Cavaliere, Mario Ceroli, Michal Chelbin, Luciana Costa Gianello, Eugenio Degani, Maïmouna Guerresi, Debora Hirsch, John Isaacs, Donata Lazzarini, Sol LeWitt, Paola Pezzi, Fabrizio Plessi, Medhat Shafik, Cindy Sherman, Daniel Spoerri, Spencer Tunick, Nicola Vinci, Italo Zuffi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.