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Agricoltura europea sotto pressione, Confagricoltura chiede un piano straordinario

09/04/2026

Agricoltura europea sotto pressione, Confagricoltura chiede un piano straordinario

L’agricoltura europea si trova stretta in una fase di forte instabilità, segnata da una somma di fattori che stanno mettendo in difficoltà la tenuta economica delle imprese e la loro capacità di programmare il lavoro. Confagricoltura, prendendo atto di uno scenario internazionale sempre più complesso, ha scelto di affiancare il Copa-Cogeca nella richiesta rivolta alla Commissione europea, chiedendo una risposta immediata, strutturata e di dimensione straordinaria. Il punto centrale, per il mondo agricolo, è chiaro: senza un intervento coordinato sul piano europeo, la produttività dell’Unione rischia di subire un contraccolpo ancora più pesante, con effetti destinati a riflettersi sull’intera filiera agroalimentare.

Il quadro descritto dalle organizzazioni agricole è quello di una crisi che non riguarda un singolo segmento, ma coinvolge in modo trasversale produzione, approvvigionamenti, energia e sostenibilità economica delle aziende. I margini si assottigliano, la capacità di investimento rallenta, mentre le imprese devono assorbire rincari che, in molti casi, non riescono più a trasferire a valle senza compromettere la propria competitività. Per questo la richiesta avanzata a Bruxelles assume un significato politico ed economico preciso: serve un piano emergenziale capace di proteggere un settore strategico per la sicurezza alimentare e per l’equilibrio produttivo del continente.

Costi produttivi fuori controllo e filiere sotto pressione

Tra gli elementi più critici indicati da Confagricoltura c’è il tema dei fertilizzanti, diventati sempre più costosi e, in diversi casi, difficili da reperire. Si tratta di un passaggio decisivo, perché questi prodotti incidono in modo rilevante sui costi aziendali e rappresentano una componente essenziale per garantire rese produttive adeguate. Quando la disponibilità si riduce e i prezzi salgono in modo repentino, l’impatto si scarica direttamente sulla capacità delle aziende di pianificare le colture e mantenere livelli di produzione sostenibili.

Alla voce fertilizzanti si sommano poi gli aumenti legati al gasolio agricolo, che in alcuni casi hanno raggiunto livelli molto elevati, e il rincaro dell’energia, fattore che frena non soltanto le attività quotidiane ma anche le scelte di investimento. Un’impresa agricola che lavora con costi energetici fuori scala si trova infatti a dover rinviare innovazione, ammodernamento e sviluppo, proprio nel momento in cui sarebbe necessario rafforzare efficienza e capacità competitiva.

La tensione riguarda inoltre l’intera catena di approvvigionamento. Materiali di imballaggio più costosi, servizi logistici meno accessibili e più onerosi, difficoltà nell’organizzazione dei flussi commerciali: ogni anello della filiera contribuisce ad aggravare una situazione già delicata, riducendo ulteriormente la tenuta finanziaria delle imprese agricole.

Le richieste all’Europa e il nodo della tenuta delle imprese

Di fronte a questo scenario, Confagricoltura sostiene la necessità di misure precise. La prima riguarda la garanzia di fertilizzanti disponibili e accessibili, condizione indispensabile per evitare un ridimensionamento della capacità produttiva. Accanto a questo, viene chiesto un sostegno concreto alla liquidità delle imprese, chiamate a fronteggiare un incremento eccezionale dei costi di produzione che rischia di compromettere la continuità operativa di molte realtà, soprattutto quelle più esposte e meno strutturate sul piano finanziario.

Un altro passaggio ritenuto essenziale riguarda la semplificazione normativa. In una fase così pesante, alleggerire procedure e vincoli amministrativi viene considerato un elemento utile per restituire margini di azione alle aziende e rendere più rapida l’attuazione di eventuali misure di sostegno. A questo si aggiunge il tema energetico, con la richiesta di una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti e di un rafforzamento delle politiche a favore delle rinnovabili e delle agroenergie, così da ridurre la dipendenza da fonti esposte a forti oscillazioni di prezzo.

Confagricoltura, nel ribadire la propria vicinanza alla posizione del Copa-Cogeca, ha anche espresso disponibilità a collaborare alla definizione di un piano specifico. Un segnale che va oltre la denuncia della crisi e che punta a costruire una risposta operativa, nella consapevolezza che il futuro del comparto agricolo europeo dipende oggi dalla rapidità con cui le istituzioni saranno in grado di trasformare l’allarme in scelte concrete.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.