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A Taste, il confronto sui nuovi modelli alimentari: dalla piramide americana alla cultura del cibo italiano

10/02/2026

A Taste, il confronto sui nuovi modelli alimentari: dalla piramide americana alla cultura del cibo italiano

All’interno di Pitti Taste, uno degli appuntamenti più rilevanti per il mondo dell’enogastronomia di qualità, Agronetwork ha promosso insieme a Confagricoltura il talk “Piramide alimentare e cultura del cibo: verso nuovi modelli”, ospitato negli spazi della UniCredit Taste Arena di Firenze. Un momento di riflessione che ha intrecciato nutrizione, sostenibilità, filiere produttive e identità culturale, mettendo a confronto approcci internazionali e patrimonio alimentare italiano.

L’incontro si inserisce in un percorso che Agronetwork porta avanti con continuità, utilizzando Taste come luogo di dialogo tra imprese, territori e mondi produttivi, con l’obiettivo di restituire al cibo una dimensione più ampia, capace di andare oltre la funzione nutrizionale.

Piramide alimentare e dieta mediterranea: un modello da aggiornare senza perdere identità

Nel corso del talk, Giulia Callini, segretario generale di Agronetwork, ha richiamato l’attenzione sul valore culturale del cibo, sottolineando come alimentazione, identità e responsabilità sociale siano elementi inseparabili. Al centro del dibattito è tornata la dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale, indicata come riferimento ancora attuale ma bisognoso di una rilettura capace di dialogare con i cambiamenti economici, ambientali e sociali.

La riflessione sulla piramide alimentare, secondo Callini, non riguarda una semplice revisione grafica o teorica, ma la necessità di uno strumento che sappia tenere insieme salute, sostenibilità ambientale e valore delle produzioni agricole, evitando semplificazioni che rischiano di allontanare il consumatore dalla consapevolezza delle scelte.

La “nuova piramide americana” e il ruolo della cucina italiana

Sul confronto con la recente impostazione statunitense è intervenuta Sara Farnetti, medico internista e presidente di Agronetwork, offrendo una lettura equilibrata della cosiddetta nuova piramide alimentare americana. Farnetti l’ha descritta come una guida orientativa, utile soprattutto per la forte presa di posizione contro gli alimenti ultraprocessati e per il ritorno al concetto di cibo riconoscibile.

Allo stesso tempo, ne ha evidenziato i limiti, legati all’assenza di indicazioni su quantità, frequenze, modalità di preparazione e abbinamenti. Proprio qui, secondo Farnetti, entra in gioco la cucina italiana, intesa non come semplice tradizione, ma come strumento pratico capace di tradurre qualità e stagionalità in scelte quotidiane coerenti e sostenibili.

Qualità delle produzioni e opportunità per le filiere italiane

Il tema della sostenibilità è stato affrontato anche dal punto di vista produttivo. Valeria Bruni Giordani, vicepresidente di Confagricoltura Firenze e produttrice di carne biologica, ha ribadito come la qualità resti un elemento imprescindibile, anche nei modelli alimentari che ridisegnano il ruolo delle proteine animali. La carne biologica, ha ricordato, presenta valori nutrizionali differenti rispetto a quella convenzionale, con livelli più bassi di colesterolo e grassi.

A rappresentare il comparto ortofrutticolo è stato Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, che ha richiamato un dato fornito dall’Unione Europea: un deficit medio di consumo di ortofrutta pari a circa 500 grammi pro capite all’anno. Un numero che, se esteso all’intera popolazione europea, evidenzia un potenziale significativo per le produzioni italiane legate alla biodiversità e alla qualità certificata.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.